Calciomercato invernale: tutto e il contrario di tutto

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta

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Eccoci di nuovo qui, ricomincia il calciomercato, ricomincia una nuova sessione di scambi, prestiti, cessioni e trattative. Il consueto valzer di corteggiamenti, offerte e controfferte: il via ufficiale è il 4 gennaio, la scadenza il primo febbraio, ma qualche leggerissimo scossone già c’è stato.
Iturbe è volato in terra inglese alla ricerca di una nuova opportunità per esprimere il suo talento, Marquez e Maxi Moralez  hanno salutato e si sono accasati in Sudamerica. Ricki Alvarez è arrivato al Doria, Boateng è ufficialmente un giocatore del Milan, mentre Rigoni è passato dal Palermo al Genoa e Suso ha preferito la Lanterna alla nebbia milanese.
La sessione di gennaio è una finestra di mercato particolare, è il calciomercato degli scontenti, delle squadre che devono cercare pezze in giro per ripartire, delle scommesse e degli azzardi. Per le big europee è un momento utile più per sfoltire la rosa che per investire, il momento per intavolare le trattative vere, le bombe di mercato da far esplodere poi sotto l’ombrellone.
Quest’anno, come sempre, i nomi sono tanti: Rossi, Cerci, Lavezzi, El Shaarawy, Gabbiadini, Immobile… Alla fine però non stupitevi se ben pochi colpi si riveleranno decisivi, facciamo un viaggio nelle ultime due sessioni di calciomercato, spulciamo tra gli acquisti di Milan, Inter e Juve e riscopriamo cos’è successo…
Siamo nel gennaio 2014, l’Inter ha appena preso il terzino D’Ambrosio dal Torino, Botta dal Livorno ed Hernanes per 16 milioni dalla Lazio; il Milan prova a svoltare con Rami, Taarabt ed Essien, mentre la Juve si porta a casa Pablo Daniel Osvaldo. La Roma prende Nainggolan, il Napoli Jorginho, la Lazio punta Postiga e la Fiorentina Matri.
Milan e Inter fanno tanto rumore, ma si trovano con poco in mano, Taarabt sembra essere il colpo dell’anno, ma la sua stella si spegne ben presto, Honda in campo porta poco, il suo acquisto va letto più in chiave marketing, mentre la Beneamata va sul Profeta e toppa decisamente.  Pesca bene la Roma col Ninja, come pure De Laurentiis con Jorginho: ai tempi ancora non si sapeva, ma il brasiliano sarebbe stato un ottimo interprete nel futuro Napoli di mister Sarri.
Facciamo un salto in avanti, il calciomercato 2014-2015 è firmato Thohir, il presidente lascia il segno, si scriveva ai tempi, con Shaqiri, Brozovic, Podolski, Santon. Berlusconi decide di tornare in pista e gareggia con il neo patron interista per conquistare lo scettro del calciomercato, Paletta, Destro, Suso, Cerci, Bocchetti e Antonelli sono colpi che potrebbero, potrebbero ma non possono, cambiare una squadra.
La Juve si prende Matri, il solito attaccante di scorta, il Napoli Gabbiadini, la Roma il pacco Doumbia, il Genoa Pavoletti, la Fiorentina Diamanti e Salah e l’Empoli chiude con il ritorno di Ricky Saponara.
Il calciomercato di gennaio porta incongite e infrange ogni certezza, Shaqiri viene dipinto come l’acquisto più importante, mentre quasi nessuno si accorge di Salah, arrivato quasi per caso alla corte di Montella.
Gabbiadini rende e fa vedere di essere uno da Napoli, Pavoletti si rivela un gran colpo, ma il crac è uno solo. L’Empoli ha pescato il trequartista di cui aveva bisogno, il Milan ha ceduto all’Empoli il trequartista di cui ancora avrebbe bisogno: Riccardo Saponara torna al Castellani.
Sono i colpi silenziosi che fanno rumore, mentre i giornali si esaltano per Destro, Diamanti, Doumbia, e Shaqiri, sono Salah e Saponara a rompere le partite.
Ora siamo di nuovo qui a leggere di trattative intavolate e di colpi dell’ultimo minuto, il calciomercato di gennaio si è portato dietro nomi roboanti in questi anni, vedi Beckham, e colpi fatti quasi con vergogna, in punta di piedi, come Felipe Anderson. Ci sono stati ritorni vincenti, Maccarone e Saponara, e ci sono stati gli assalti alle grandi, di tanti gregari in cerca di successo, vedi i Ferrante e i Palombo della situazione. Vecchie volpi come Tommaso Rocchi hanno avuto l’opportunità di scendere in campo a San Siro, mentre gente come Mitra Matri continua ogni anno il suo incessante girovagare per l’Italia.
Divertiamoci e seguiamo lo spettacolo anche quest’anno, con il sogno di centrare il crac, con la consapevolezza che il vero colpo non se lo filerà nessuno.

Paolo Bellosta

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