L’Atletico Madrid non riscatta Torres, la fine del campione che fu

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

Fernando Torres ChelseaL’Atletico Madrid non riscatta Torres. Il figliuol prodigo, tornato all’ovile dopo tanto girovagare per alcune tra le più prestigiose società europee, vedrà concludersi la sua seconda esperienza con i colchoneros al termine di questa stagione. Il trentaduenne centrattacco, arrivato lo scorso gennaio in prestito dal Milan, nell’ambito dell’operazione che ha visto l’approdo in rossonero di Alessio Cerci, aveva provato a ritrovare con la maglia che lo aveva lanciato e fatto conoscere al grande calcio, lo smalto perduto, ma senza successo. Prestazioni spesso insufficienti ed i pochi gol realizzati hanno convinto il club a rinunciare. Da qui la decisione definitiva: L’Atletico Madrid non riscatta Torres. L’uomo delle finali, uno dei più formidabili attaccanti del primo decennio del nuovo millennio, capace di essere sempre, straordinariamente decisivo proprio nelle partite più importanti, quelle che assegnavano un titolo. Quante ne ha risolte el nino, come hanno continuato a chiamarlo nonostante l’eta avanzasse inesorabile, rendendo sempre più bagnate le sue polveri. Più volte il Milan aveva provato a portarlo in rossonero, soprattutto nel periodo in cui ha militato nel Liverpool di Rafa Benitez, senza dubbio il momento più alto della sua carriera. La svolta, in negativo, arriva quel maledetto 31 gennaio del 2011, quando decide di cedere alla corte del Chelsea e di trasferirsi nella capitale. Comincia in quel momento una parabola discendente parsa a tutti incomprensibile, considerando l’età di un giocatore entrato nel pieno della sua maturità (all’epoca aveva appena 27 anni). Se vogliamo, anche oggi, con i suoi 32 anni, peraltro ancora da compiere, essendo nato il 20 marzo del 1984, non può certo essere considerato un “vecchio”, se si pensa a quanto si sia allungata in media la carriera di un calciatore. Ma se l’Atletico Madrid non riscatta Torres un motivo c’è di sicuro.
Dicevamo del suo passaggio al Chelsea, lo spartiacque di una carriera che si trasformerà da Straordinaria a quasi anonima, se non fosse per la sua incredibile capacità di andare a segno nelle finali. Ne sa qualcosa la stessa nazionale italiana, trafitta dal centravanti spagnolo nella finale di Euro 2012. Non l’unica perla di quello sfortunato periodo, basti pensare al gol (rivelatosi poi inutile) rifilato al Bayern Monaco, fresco campione d’Europa, nella gara che assegnò l’edizione 2013/2014 della Supercoppa Europea. I tedeschi, appena affidati alla gestione tecnica di Pep Guardiola, la spuntarono ai calci di rigore, dopo essere stati inchiodati sul 2-2 dai blues. Forse il canto del cigno di un grande campione che la stagione successiva (2014/2015) il Milan ha provato a far rinascere portandolo sulle sponde del Naviglio con qualche anno di ritardo rispetto alle attese. Il risultato di questo tentativo è storia dei giorni nostri. L’impatto positivo, un bellissimo gol realizzato ad Empoli nelle prime giornate, poi il lento declino e lo scambio con Cerci. Un’operazione che non ha portato effetti positivi a nessuno. Cerci è finito proprio in questa finestra di mercato al Genoa, causa prestazioni tutt’altro che esaltanti, mentre è freschissima la notizia dalla Spagna: l’Atletico Madrid non riscatta Torres. Tornerà a Milano al termine della stagione e poi chissà. Difficilmente riammireremo il campione di qualche stagione fa…

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