Mercato Inter: tra Eder e Lavezzi, ma di fonti di gioco neanche l’ombra…

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

Mercato Inter
Mercato Inter: con la mini-crisi in campionato, è tempo di mercato in casa nerazzurra.
E’ un momento difficile per l’Inter, cinque punti in altrettante gare sono un bottino troppo magro per consolarsi con l’exploit del San Paolo in Coppa Italia ed i primi seri scricchiolii iniziano ad avvertirsi nitidamente. Le parole di ieri nel post-partita di Mancini testimoniano una situazione quanto mai delicata all’interno dello spogliatoio, soprattutto per quanto riguarda il reparto d’attacco. Icardi e Palacio ieri hanno fallito delle occasioni ai limiti del clamoroso, l’ingresso di Jovetic, match winner con il Napoli, è apparso tardivo considerato che nei piani estivi era stato immaginato come l’uomo che avrebbe dovuto segnare la differenza tecnica tra l’Inter e l’avversario di turno. Invece ieri, contro il modesto ancorché generoso Carpi di Castori, questa differenza oggettivamente non si è vista o quanto meno non abbastanza, nonostante i rimpianti di marca nerazzurra per un 2-0 sfiorato a più riprese e colpevolmente fallito. La squadra appare troppo dipendente dall’indiscutibile qualità di Ljajic, giocatore che però continua a destare più di una perplessità sotto il profilo della continuità e dell’incisività. A livello tecnico la squadra è indubbiamente carente e la produzione di gioco non è sufficiente per una squadra che vanta legittimamente ambizioni di vertice.

Mercato Inter: per Lavezzi subito ci vogliono almeno 6-7 mln, dipende da Guarin in Cina.
Individuato nell’attacco il settore su cui investire, Piero Ausilio ed il suo staff hanno scandagliato il mercato internazionale per trovare elementi in grado di elevare sensibilmente il tasso di pericolosità dell’Inter. Sovente la squadra non è all’altezza di affrontare avversari che sanno fare della chiusura degli spazi e dell’ordine tattico i propri cavalli di battaglia, anche per questo la ricerca si è indirizzata verso profili rapidi, tecnici, in grado di saltare l’uomo e dare profondità alla squadra. Dopo che la suggestione Calleri del Boca Juniors sembra essere stata accantonata almeno per il momento, sul tavolo di mercato nerazzurro tengono banco i profili che rispondono al nome di Eder e Lavezzi. Due leitmotiv delle ultime sessioni di mercato del club di Corso Vittorio Emanuele II in Milano, due pedine a lungo inseguite e ancora oggi tutt’altro che prossime a vestire certamente il nerazzurro. Lavezzi sembra oggi più vicino rispetto a qualche giorno fa, complice la volontà di utilizzare i soldi che verosimilmente arriveranno dalla cessione di Guarin in Cina per portare il Pocho subito a Milano, dopo che l’ipotesi parametro zero a giugno aveva preso sempre maggiore consistenza nella scorsa settimana. Le cifre di cui si parla sono quei 6-7 mln che il PSG chiede per separarsi in anticipo dal nazionale argentino, una somma tutt’altro che banale considerato che l’ex Napoli ha chiuso definitivamente sul piano personale oltre che sportivo con il tecnico dei parigini Laurent Blanc. Il profilo di Lavezzi, però, garantirebbe quell’esperienza internazionale e quella malizia di cui sembra almeno parzialmente sprovvisto il reparto offensivo dell’Inter. Il parere positivo di Mancini risale almeno ad un anno fa, ma i tempi stringono e il club francese non avendo di certo bisogno di soldi non sembra aperto a chissà quale sconto.

Mercato Inter: la Samp respinge il Leicester di Ranieri per Eder, intreccio Inter-PSG per l’attacco.
Differente il discorso per quanto riguarda Eder. Nella tarda serata di ieri la redazione sportiva di Sky ha parlato di un’offerta di oltre 10 mln del Liecester di Ranieri, prontamente respinta al mittente dalla Samp che chiede non meno di 13 mln. L’attaccante italo-brasiliano continua a segnare con grande continuità (con quello di ieri sono 12 i gol in campionato) e questo gioca senz’altro a favore dei blucerchiati, il cui piano è quello di ricavare dalla cessione del suo attaccante più prolifico una cifra vicina a quella che il Napoli versò per Gabbiadini (altro profilo graditissimo al Mancio) dodici mesi fa. Oggi si è vociferato (indiscrezione del Corriere della Sera) addirittura di un interesse del PSG per Eder, ventilando l’ipotesi di un reciproco via libera con l’Inter che coinvolgerebbe ovviamente anche Lavezzi. Questo scenario non scontenterebbe di certo Mancini, che vede il Pocho ragionevolmente più adatto a collocarsi sulla fascia in un ipotetico tridente rispetto al doriano, più seconda punta che esterno.
Intanto si registrano alcuni movimenti di minor rilievo, tra cui spicca il ritorno alla base di Longo che verrà rimpiazzato a Frosinone dal prestito di Manaj, come si legge su tuttofrosinone.com. Per Ranocchia, invece, dopo che l’approdo alla Sampdoria sembrava ad un passo ecco rispuntare il Milan, che pare stia lavorando ad un ultimo tentativo di far scambiare sponda del naviglio al difensore, che punta a giocarsi le proprie residue chance di andare agli Europei ritrovando quella continuità che gli arrivi di Miranda e Murillo gli hanno gioco forza tolto.

Mercato Inter: attaccanti e difensori in entrata e in uscita, ma un centrocampista?
Non sarà sfuggito al lettore più attento un dato tutt’altro che insignificante: queste indiscrezioni di mercato che si fanno sempre più insistenti toccano difensori ed attaccanti ma di centrocampisti, in entrata come in uscita, neanche l’ombra se si esclude il tormentone Guarin che va avanti ormai da due anni. Eppure la povertà qualitativa del centrocampo nerazzurro non può che essere sotto gli occhi di tutti. Non si tratta certo di una critica ai vari Medel, Felipe Melo e Brozovic, elementi che presentano determinate caratteristiche e a cui non può chiedersi di snaturare il proprio gioco improvvisandosi perfetti registi come fossero azionati da un click automatico. Il croato si sta dimostrando un giocatore molto utile nel ruolo di interno di centrocampo, mentre i due mediani pur con i loro palesi limiti si sono rivelati a più riprese dei preziosi equilibratori tattici in mezzo al campo, dando il proprio contributo in entrambe le fasi di gioco. Detto questo, la necessità di aggiungere una pedina con caratteristiche diverse appare ormai ineludibile anche al netto dei gol sbagliati ieri contro il Carpi. Si tratta di capire che giocando a ritmi così bassi, impostando un gioco basato su una lenta circolazione di palla che innesca gli esterni, Perisic e Ljajic, prevalentemente da fermo e a difesa schierata, contro squadre come il Carpi e l’Atalanta si diventa banali e non si creano le dovute difficoltà all’avversario. Non è un caso che le ultime tre reti segnate dall’Inter siano arrivate quando Ljajic in due casi, e Jovetic nell’altro, hanno ricevuto palla aperti, con spazio davanti per puntare e fare male alle difese avversarie, cui è stato tolto il tempo di risistemarsi nelle spaziature. Si è trattato essenzialmente di contropiedi o di giocate originate da una corretta azione di riconquista del pallone, situazioni difficilmente cavalcabili con costanza contro squadre che si chiudono per scelta.

Mercato Inter: di registi come Pirlo e Biglia non si parla più, l’equivoco tecnico-tattico continuerà?
Ad inizio mercato circolavano ancora con insistenza i nomi di Pirlo e Biglia, segno che almeno apparentemente era stata compresa l’opportunità di arricchire il reparto e la manovra dell’Inter di un ispiratore che facilitasse il gioco in prima e seconda battuta. Oggi, invece, si parla solo di Lavezzi ed Eder. Ancora di più dopo l’attacco tutt’altro che velato di Mancini alle sue punte. Eppure questa squadra l’ha costruita lui, grazie ad ampia libertà e disponibilità economica sul mercato e con la possibilità, grazie al ritiro anticipato e all’assenza delle coppe, di plasmarla giornalmente nel corso di questi mesi. Possibile che si sia commessa l’ingenuità di pensare che Kondogbia, Melo e Medel potessero unire alla grande fisicità e al senso tattico una spiccata capacità di costruzione di gioco? Che poi non è detto che il regista debba essere schierato per forza davanti alla difesa, come dimostravano Moutinho e Sneijder rispettivamente nel Monaco e nel Galatasaray. Ma l’idea tattica di Mancini non prevede trequartista né interior de posesión (alla Iniesta, tanto per intenderci), non oggi almeno, e così l’equivoco dell’Inter sembra destinato a protrarsi colpevolmente nel tempo...

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