Mercato invernale: i 15 flop di sempre

Pubblicato il autore: Antonio Orlando Segui

E’ proprio così, le cose non vanno mai come previsto. E mai come nel calcio vale questa regola. Come ben sappiamo il mercato invernale, noto anche come “mercato di riparazione”, è servito e servirà alle società per rimediare a qualche errore commesso durante la campagna estiva, a sostituire un giocatore infortunatosi o a rinforzare qualche reparto. La storia ci insegna che le società italiane hanno investito capitali importanti nel mercato di gennaio. Spesso l’intuito dei club ha avuto la meglio, ma altrettanto spesso no e anche grandi bomber di fama internazionale si sono rivelati dei veri e propri flop. E mentre un altro mercato di riparazione ha appena aperto i suoi cancelli, noi andiamo a vedere i 15 flop di sempre della Serie A tra cui troviamo Batistuta ed Henry. L’avreste mai detto?

24 Jan 1999: Thierry Henry of Juventus in action during the Italian Serie A match against Perugia played in Turin, Italy. Juventus won the game 2-1. picture: Claudio Villa. Mandatory Credit: Allsport UK /Allsport

ALESSIO CERCI. E’ arrivato in prestito nel gennaio 2015 forte della sua esperienza con l’Atletico Madrid. Sembrava potesse salvare la disastrosa stagione del Milan. Così non è stato, anzi. E’ considerato uno dei principali colpevoli della crisi del Milan. 33 presenze e un solo gol. Una curiosità: ha appena chiuso i suoi profili social per i troppi insulti ricevuti

XHERDAN SHAQIRI. Fortemente voluto da Mancini e prelevato per 15 milioni di euro dal Bayern Monaco. Lo svizzero, però, delude ogni aspettativa trovando fatica a inserirsi, a fraseggiare coi compagni e soprattutto a comprendere il calcio italiano che, detto fra noi, facile non è per chi viene dalla Bundesliga. 20 presenze e 3 reti per lui. Poi a giugno l’Inter lo lascia partire verso lo Stoke City che stacca un assegno da 17 milioni di euro.

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LUKAS PODOLSKI. Stessa storia, stesso posto. E’ sempre il tecnico dell’Inter Roberto Mancini che chiede espressamente l’attaccante dell’Arsenal. La società lo accontenta e il giocatore arriva con la formula del prestito. Il nazionale tedesco si ambienta perfettamente a Milano, viene corteggiato dalla tifoseria, ma in campo non ha mai lasciato il segno. Peraltro solo un gol per lui in 17 presenze. Ceduto al Galatasaray dove ora ha ritrovato la forma.

SEYDOU DOUMBIA. Lo scorso gennaio, la Roma compra il centravanti ivoriano, ricoprendo d’oro il Cska Mosca (14,4 milioni di euro). Dopo la parentesi negativa nella Capitale (14 presenze, 2 reti e tantissimi fischi), torna in prestito in Russia. I dirigenti giallorossi sono attualmente al lavoro per trovargli una sistemazione.

NICOLAS ANELKA. Anno 2013. La Juve cercava una punta di esperienza per completare la rosa. La scelta cadde su Anelka che arrivò dalla Cina a parametro zero. Il giocatore vinse lo scudetto, ma giocò solo 3 volte in sei mesi.

MAXI LOPEZ. La sua storia di recluso in hotel prima della firma con il Milan è divenuta ormai leggenda. Prestato dal Catania, Maxi Lopez non riuscì mai ad incidere: 11 presenze totali, 2 reti. In estate, Galliani lo rispedì nuovamente su un aereo per Catania

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EDU VARGAS. Gennaio 2012, sbarcava a Napoli uno dei baby sudamericani più promettenti, tanto che De Laurentiis sborsò 15 milioni di dollari per strapparlo all’Universidad de Chile. Ma in Campania, il trequartista cileno non incise mai: in un anno, 28 presenze e 3 reti (tutte in un solo match), prima di essere mandato in prestito in giro per il mondo.

GABRIEL BATISTUTA. Nel 2003, celebre fu la frase del Presidente della Roma, Franco Sensi, subito dopo aver chiuso l’accordo di prestito all’Inter: “Gli abbiamo dato una fregatura”. In effetti, del Batigol visto a Firenze e nella Capitale, rimaneva ben poco: 12 presenze e 2 reti nella sua breve esperienza all’Inter, l’ultima in Serie A.

THIERRY HENRY. Nella stessa finestra di mercato, Luciano Moggi si assicura il talentuoso francese del Monaco per circa 20 miliardi di lire. Ancelotti lo confina sulla fascia, Henry si intristisce. Appena sei mesi dopo (20 presenze, 3 reti), viene ceduto all’Arsenal, dove riscriverà la storia del club.

MANICHE. Il portoghese arrivò all’Inter a gennaio 2008 con la formula del prestito con diritto di riscatto dall’Atletico Madrid. Giocò poco (8 presenze), ma fece in tempo a vincere lo scudetto. Ovviamente, a giugno, fu rispedito a Madrid

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FABRICIO COLOCCINI. Il Milan lo comprò, nemmeno maggiorenne, nell’inverno del 1999 dal Boca Juniors. In pratica, a Milanello, non lo hanno mai visto: girato in prestito e rientrato alla base nel 2004, quando fece il suo esordio in maglia rossonera. Giusto il tempo per essere ceduto, definitivamente, al Deportivo La Coruna.

JOSE’ MARI. Adriano Galliani si presentò nel gennaio 1999 all’Atletico Madrid con 40 miliardi di lire per il cartellino di questa punta. A Milano, in tre stagioni, ha segnato appena 5 reti in 52 partite. Tornò ai ‘colchoneros’ nell’estate del 2002

GILBERTO. Amico di Ronaldo, pare che fu il Fenomeno a consigliarlo a Moratti nell’inverno del 1999. Indicato come l’ennesimo erede di Roberto Carlos, se ne persero le tracce dopo appena 3 presenze. A giugno, lasciò Appiano per rientrare in Brasile

FABIO JUNIOR. Gennaio 1999: a Roma sbarca “il nuovo Fenomeno”. Così viene ribattezzato l’ex attaccante del Cruzeiro, strappato ai brasiliani per 30 miliardi di lire. In totale collezionerà 16 presenze, 4 reti e una valanga di fischi dai propri tifosi

JUAN ESNAIDER. Dopo l’infortunio di Del Piero, la Juve spende 12 miliardi di lire per portare a Torino il suo naturale sostituto. Ma il fantasista argentino, proveniente dall’Espanyol, non lascia il segno: zero gol in campionato e valigia in mano appena un anno dopo

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