Roma, Pallotta prepara la rivoluzione di giugno

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui

Roma

Sembra tornato finalmente il sereno a Trigoria; Rudi Garcia è stato confermato – almeno per il momento – i giocatori sono tornati ad allenarsi a pieno ritmo in vista dell’impegno del 6 gennaio contro il Chievo Verona, e Walter Sabatini è più che mai impegnato in diverse trattative di mercato nel tentativo di rendere la rosa della Roma sempre più competitiva. Eppure questa quiete che si respira nel mondo Roma sembra solo apparente, perché la pausa natalizia ha senz’altro allentato la pressione sui giallorossi, alleviando anche il clima di tensione che si avvertiva in precedenza, ma non ha certo risolto i tanti problemi riscontrati fin qui.

Il presidente James Pallotta sta appunto meditando sull’attuale situazione societaria e sta valutando l’ipotesi di una piccola rivoluzione a fine stagione. Non è un segreto che il presidente della Roma avrebbe preferito esonerare Garcia già a dicembre nonostante la vittoria contro il Genoa. A salvare la panchina del tecnico francese è stato Sabatini, convinto ancora che il mister potesse fare bene durante il resto della stagione. E proprio questa opposizione del direttore sportivo ha incrinato perfino i rapporti a livello dirigenziale. A giugno sembra quasi impossibile però che Garcia possa essere nuovamente confermato, a meno che non riesca a potare a casa un trofeo.

Negli ultimi mesi si è parlato a lungo di Spalletti come possibile sostituto del francese, ma con l’ex allenatore dello Zenit non ci sono mai stati contatti realmente importanti. Il sogno di Pallotta, ormai non è un segreto per nessuno, è quello di riuscire ad ingaggiare Antonio Conte, che probabilmente lascerà la panchina della nazionale italiana dopo gli Europei a giugno. L’ex juventino, che forse farebbe storcere il naso a qualche tifoso della Roma proprio a causa del suo lungo passato in bianconero, è secondo il presidente giallorosso il profilo ideale per ridare linfa e vigore ad una squadra che troppo spesso nelle ultime due stagioni è apparsa demotivata e troppo rinunciataria.

La concorrenza per arrivare a Conte – sempre ammesso che il ct non rinnovi il contratto che lo lega alla nazionale – è però elevata e se il tecnico leccese dovesse svincolarsi su di lui piomberebbero con ogni probabilità club di prima fascia come Psg e Chelsea. Come accennato in precedenza, ad oggi non appare certa nemmeno la permanenza di Walter Sabatini nella dirigenza della Roma. i rapporti tra il ds e Pallotta si sono incrinati proprio a causa della divergenza di opinioni tra i due riguardo la decisione sull’esonero o meno di Rudi Garcia. In caso di addio non è facile ad oggi ipotizzare un possibile sostituto, ma il nome più gettonato al momento appare quello di Giorgio Perinetti, ex Siena e Palermo e alla Roma già dal ’72 all’’88 e dal ’95 al ’98.

Quando la cordata americana, allora capitanata da Thomas Di Benedetto, acquistò la maggioranza azionistica della società Roma, il neo presidente annunciò nella conferenza di presentazione che l’obiettivo sarebbe stato quello di vincere il campionato entro 5 anni, a compimento di un progetto a medio-lungo termine. Questo in corso è proprio il quinto anno di permanenza americana al vertice societario e un eventuale fallimento nel raggiungimento degli obiettivi annunciati potrebbe davvero portare Pallota a compiere una piccola rivoluzione a livello dirigenziale e di staff nella Roma.
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