Sliding doors a Firenze: è il momento di Sepe?

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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Dal ritorno in serie A della Fiorentina nel 2004, il portiere è quasi sempre stato un ruolo che ha creato qualche problematica. In quella prima stagione, corredata da salvezza all’ultimo tuffo, il titolare doveva essere Cejas, che poi si infortunò, cedendo il posto a Lupatelli: poi le polemiche, la retrocessione dell’argentino addirittura a terzo, il ripescaggio da parte dell’allenatore Zoff, il ritorno poi dell’ex clivense, che sarebbe rimasto fino a fine campionato. Nel 2005 arriva il colpo da maestro del neo direttore sportivo Pantaleo Corvino preleva dal Parma il portiere Sebastien Frey, che veste il viola dopo quattro stagioni ad alto livello con i ducali. La sfortuna però si accanisce subito contro il portiere francese, che esce di scena a gennaio per uno scontro con Zalayeta. Corvino torna sul mercato e pesca Lobont, che non sfigurerà. Frey poi torna e gioca altre quattro stagioni ad alto livello, prima di infortunarsi nuovamente, lasciando il posto al polacco Boruc. E qui la piazza inizia a preferire quest’ultimo, asserendo che ” Frey respinge, mentre Boruc blocca “. E l’ex-Celtic non può non ammaliare: sguardo da soldato, fisico statuario, aria sicura,un pò come il Cejas prima maniera, l’unico portiere viola che segnò una rete, su rigore, alla Roma, in quella sfortunata serie dei rigori della stagione 2004-05, che sancì purtroppo l’eliminazione dei viola dalla Coppa Italia.
Si arriva quindi all’era Montella, in cui viene confermato il giovane Neto  (preso nel 2011), e viene acquistato Emiliano Viviano: tifoso viola. Sembra una garanzia in più per l’ex palermitano, che invece delude e viene ceduto al termine della stagione, comunque positiva per la Fiorentina. La stagione che porta al mondiale brasiliano vede in prima fila Neto, anche se molti invocano lo svincolato Julio Cesar. Quando tutto porta all’arrivo dell’ex nerazzurro, la società blinda il giovane brasiliano, ingaggiando come secondo Rosati dal Sassuolo, visto che la prima riserva, Gustavo Munua, aveva preferito rescindere anzitempo il contratto. Nella stagione appena passata Neto ha come secondo il romeno Tatarusanu, già titolare in nazionale. A Gennaio la società comunica che il brasiliano non rinnoverà perchè in accordo con la Juventus. A Firenze Neto passa per traditore, salvo poi, richiamato in causa, salvare la baracca con i suoi interventi: interventi che però non bastano per la Fiorentina ad evitare l’eliminazione in semifinale sia in Coppa Italia che in Europa League: tra l’altro, in quest’ultima competizione, nella gara di andata Neto si trova ad essere protagonista di un erroraccio di posizione che porterà il Valencia a raddoppiare. E siamo ai giorni nostri: Tatarusanu sembra designato ad essere in campionato, mentre Sepe è il portiere di Coppa. Ma le porte girevoli in casa viola rischiano di dover ancora mischiare le carte.. che succederà? Di certo Sepe ha dalla sua l’età (è del ’91 mentre il romeno è dell’86 ) e in Europa League non ha affatto sfigurato. Ora la parola passa a Paulo Sousa, che sta pensando sicuramente il da farsi. Tatarusanu è in evidente flessione: provare la carta Sepe potrebbe essere vincente: la gara col Torino è alle porte, e la squadra granata ha appena cambiato il proprio.

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MASSIMILIANO GRANATO

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