Lavoratori in protesta fuori dalla sede del calciomercato

Pubblicato il autore: @lorenzo_v_81 Segui
Calciomercato Sampdoria: summit per un giocatore

Calciomercato Sampdoria: summit per un giocatore

In queste ultime febbricitanti ore che dividono dalla fine della sessione invernale di questo calciomercato nella quale si decide il destino di tutte le squadre in Europa, nella sede Italiana, l’Ata Hotel Execuive di Milano situato vicino a Porta Garibaldi, da stamani è andata in scena una rumorosa e civile protesta. Non quella di qualche gruppo di tifosi che reclamava al proprio direttore sportivo di acquistare il bomber in grado di dare una svolta alla stagione della squadra del cuore e nemmeno quella di calciatori senza squadra che reclamavano un ingaggio. Qualcosa di molto più serio infatti riguardava le persone fuori dall’albergo che solitamente quell’albergo lo occupano durante tutta la stagione. Il prossimo 16 febbraio le porte dell’Ata Hotel Executive chiuderanno in maniera definitiva lasciando senza lavoro tutti i dipendenti che sino ad ora lo hanno curato. Si parla ovviamente di ingiustizia e di modi bruschi con i quali è stata presa questa decisione da parte dei vertici senza preoccuparsi minimamente degli effetti per i lavoratori. I cori dei lavoratori sono saliti abbastanza alti facendo uscire qualcuno dei protagonisti del calciomercato: attaccata la proprietà che ha ceduto l’immobile alla società assicurativa Unipol. Questo però potrebbe non essere un caso isolato dal momento che anche gli altri 8 alberghi facente parte della stessa catena sembrano orientati a fare la stessa fine, 5 dei quali nel milanese: : lo stesso Executive, il residence De Angeli, il residence Ripamonti, il residence Class e l’hotel Quark. I lavoratori sperano che la protesta abbia colpito nel segno e hanno scelto un giorno mediaticamente in vista, probabilmente quello con maggior cassa di risonanza per la struttura milanese, al fine di dare un segnale veramente forte. I trenta rappresentanti di questo sit in organizzato dalla Cgil vogliono fare da cassa di risonanza per le altre 400 persone circa che rischiano seriamente di ritrovarsi senza un lavoro nelle prossime settimane: i 179 dipendenti e gli operatori di ristorazione (gestita da FeDe Group) e le addette alla pulizia e sanificazione delle camere (appaltato a società terze). . “Dentro fate i soldi, fuori facciamo la fame” era uno dei tanti cartelloni affissi sulle vetrate dell’hotel che in questo momento sta diventando il centro dell’attenzione degli sportivi che sperano in un colpo di coda dei propri dirigenti per far arrivare il calciatore mancato in questa prima parte di campionato. Molti come sempre sono i nomi che circolano, così come i soldi per la compravendita dei giocatori (pochi purtroppo negli ultimi anni), ma questa protesta rischia di far balzare all’occhio un problema realmente grave che cozza con il mondo del calcio fatto appunto di soldi e contratti con tanti zeri. Alle 23 di stasera arriverà il gong di chiusura di questa sessione senza poter più mettere mano alla propria squadra, ma a giugno prossimo il carrozzone del calciomercato ripartirà nuovamente, magari da una nuova sede. Mentre per quei lavoratori che hanno fatto sentire forte la loro voce tra pochi giorni suonerà il gong, decisamente molto più amaro di quello delle 23.

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Fuori dall’ATA Hotel, i dipendenti protestano contro l’imminente chiusura dell’albergo #CalciomercatoDay pic.twitter.com/AldBCX9ing

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