Lazio, Tare: “Rifiutati 50 milioni per Felipe Anderson”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Lazio con la testa verso l’Europa League in vista del match con il Gala in Turchia. Il ds dei biancocelesti Tare ha concesso un’intervista al Corriere dello Sport dove fa il punto anche del mercato, ecco le sue parole: “Con una stagione in buona parte ancora da giocare con un altro obiettivo importante come l’Europa League, è prematuro mettere sotto processo la Lazio e la squadra. Sono ancora più convinto adesso del progetto. Secondo le nostre valutazioni, volendo dare la priorità al gruppo che aveva raggiunto il terzo posto, abbiamo pensato di aggiungere dei giocatori giovani e da crescere in un contesto importante come il nostro. La società ha un obbligo, quello della gestione sana e questa linea è stata mantenuta per dare un ordine: raggiungere degli obiettivi progettando prima tutto quello che poi è successo. Quello che abbiamo raggiunto e tradotto in termini di trofei e finali, parlo della prima squadra e della Primavera, sta sulle tabelle”. Le mancate cessioni sono state un errore?: “Ho visto i movimenti di altre società. E’ successo alla Juve, alla Roma, all’Inter e al Napoli. Posso capire se vendo e poi reinvesto gli stessi soldi per migliorare la società. Sì, potrebbe essere stato un errore non aver venduto nessuno, ma io dico anche che l’idea di rifiutare 50 milioni per Felipe (44 più 6 di bonus) è perché volevamo fortemente dare continuità a questo progetto”. La Lazio può entrare stabilmente tra le prime tre? “La possibilità c’è. L’anno scorso l’abbiamo dimostrato puntando su idee chiare e su un progetto chiaro. E’ vero che il fatturato conta molto, ma conta anche la convinzione di essere sulla strada giusta, pure nei momenti in cui i risultati non arrivano. La cosa più importante è portare la Lazio a quel livello. Il Napoli di qualche anno fa è un buon esempio anche per me”. Su Keita: “E’ il primo anno, da quando lo conosco, che si sta comportando da giocatore vero, sia per quanto riguarda gli allenamenti, sia per il rendimento in partita. Se mantiene questo tipo di atteggiamento, potrà fare una carriera importante”. Un pensiero su Felipe Anderson: “Deve capire che a volte le aspettative sui giocatori sono maggiori di quanto gli stessi giocatori possono sostenere. Felipe deve essere in grado di imparare, di superare le contromisure degli avversari, per migliorare ancora il suo rendimento. Morrison? E’ un giocatore di talento, quello per cui vale la pena di pagare il biglietto. Viene descritto come un bad boy, in verità non lo è, solo che va costruito completamente il suo approccio alla realtà italiana”. E su Biglia e Candreva: “Ho sempre pensato che loro siano due giocatori molto importanti. Non penso che abbiano l’idea di voler andare via. Non credo ci saranno dei problemi nel caso abbiano un desiderio di andare via dalla Lazio, dico che per lasciare qualcosa di importante, devi avere qualcosa di veramente importante”. Tare che farà? “Ho prolungato poco tempo fa il mio contratto per altre tre stagioni. Ho avuto la possibilità di andare altrove, anche in in club più importante della Lazio a livello di nome. Non ho fatto quel passo perché qui abbiamo costruito qualcosa di importante e voglio raggiungere obiettivi importanti”. Il punto sul mercato: “Al momento opportuno vedremo. Ho le idee chiare su cosa fare prossimamente, devo avere risposte nei prossimi mesi. Saranno importanti anche per le decisioni da prendere. Cataldi? Ci tengo che ragazzi usciti dal nostro vivaio possano diventare simboli di una generazione. Mi aspetto che qualcuno di loro faccia il salto di qualità per meritare di tornare alla Lazio e poi giocare con la prima squadra. Cataldi è la prova di quanto dico”.

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