Conte ancora in azzurro? Salta il Chelsea?

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

NOVARA - 29/04/2012 CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A - 2011 - 20112- INCONTRO TRA NOVARA - JUVENTUS - NELLA FOTO ANTONIO CONTE FOTO GIUSEPPE MATTEINI (TM NEWS - INFOPHOTO) Citazione obbligatoria (TM NEWS - INFOPHOTO)

Antonio Conte ancora in azzurro? Tavecchio si sta giocando tutte le carte a sua disposizione per provare a convincere l’attuale ct della nazionale a sposare il progetto in vista del Mondiale 2018. Detto questo, le voci che accostano Conte al Chelsea sono sempre più insistenti, e pare difficile che la trattativa salti, Tavecchio se ne faccia una ragione.
Antonio ha bisogno di un club, la sua verve, la sua grinta, la sua carica, sembrano dimezzate. Conte ha bisogno del campo, delle partite di campionato, ha bisogno dell’adrenalina e della tensione di sempre, non è un manager, è un allenatore da campo. Il ct della nazionale è più un selezionatore, non uomo di eccessiva grinta, è un manager.
L’azzurro della Nazionale sta sfumando in un Blues inglese, da metà agosto Conte, molto probabilmente, siederà a Londra. Chi dopo di lui sulla panchina azzurra?

Il dopo Conte, ecco i nomi caldi:

Come detto la Nazionale avrebbe bisogno di un selezionatore, per questo il primo nome che salta all’occhio sembra essere quello di Roberto Mancini. Però il Presidente nerazzuro difficilmente si priverà del suo allenatore, i risultati scarseggiano ma il Mancio farà sicuramente ancora un anno a Milano, il contratto oneroso e il rapporto con lo spogliatoio propendono a suo favore. Per tutti questi motivi ci sentiamo di tagliarlo fuori dalla corsa al dopo Conte.

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Italian head coach of Ac Milan, Massimiliano Allegri, gestures during the second leg soccer match for Champions League qualification between A.C. Milan and PSV Eindhoven at the Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 28 August 2013. ANSA/MATTEO BAZZI
Massimiliano Allegri è entrato già in competizione con l’attuale ct azzurro in proiezione Chelsea. Abramovich sembra preferire Antonio, per questo Allegri sembra essere in pole per la panchina della Nazionale. Il phisique du role non manca, l’identikit sembra perfetto, però ci sono ancora tanti dubbi.
Max ha iniziato un ciclo con la Juve, ha preso la squadra di Conte e l’ha rinnovata con grande intelligenza, ha modellato la sua creatura creando un team dal grande potenziale, ora deciderà di abbandonare tutto per l’Italia? Difficile dirlo, dipenderà molto da come si concluderà la stagione in corso. Ci sono però ottime chances.
Altro nome caldo è quello di Roberto Donadoni, in questo caso si tratterebbe di un ritorno. L’attuale allenatore del Bologna ha già allenato gli Azzurri con discreti risultati, all’Europeo del 2008 l’Italia è uscita ai rigori contro la Spagna più forte di tutti i tempi. Insomma, non male.
Donadoni però non sembra convinto, in Emilia ha trovato un equilibrio, la dirigenza è ambiziosa e punta in alto. Anche il rapporto con lo spogliatoio è buono, insomma i motivi per abbandonare tutto e per lanciarsi in un nuovo work in progress non sono molti. Difficilmente Donadoni prenderà il posto di Conte.
Tra le altre opzioni segnaliamo Alberto Zaccheroni. Zak è un nome che torna spesso, il lavoro fatto in Giappone è stato apprezzato da molti, inoltre è buono il rapporto con Tavecchio, onestamente però pare fuori dal giro. Più probabile la pista Guidolin: l’attuale allenatore dello Swansea non ha resistito al richiamo della panchina, dopo un breve stop. Perchè non chiudere con l’esperienza più bella? Idea suggestiva, ma non impossibile!
Ci sarebbe anche Fabio Capello.  Lui è un grande vecchio del nostro calcio, anche se ormai sembra sparito dai radar. A differenza del discorso fatto per Zaccheroni, l’esperienza in Russia non è stata proprio indimenticabile, per usare un eufemismo.
Nonostante questo la sua fama è sempre alta, Capello è nome grosso che fa sempre un certo effetto, non sarebbe l’ideale per prendere le veci del ct Conte? Si e no, scelta difficile, ormai da anni Don Fabio non si impone ad alti livelli, sarebbe all’altezza?
Insomma tanti dubbi e tante perplessità. L’errore più grande comunque sarebbe riconfermare Conte, come era stato fatto con Prandelli. Il Mondiale del 2014 ci serva da monito, il passato torna spesso solo che poche volte sappiamo leggerlo e contestualizzarlo al presente.

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