Roma, quando il mercato di gennaio dà i suoi frutti

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui
Roma
Nella sessione di calciomercato invernale del 2015 il ds Walter Sabatini fu vittima di aspre critiche dovute al suo operato ritenuto inadeguato e illogico. Gli acquisti di Doumbia, Spolli e Ibarbo non riuscirono a dare alla Roma quel cambio di rotta che tutti speravano. L’attaccante ivoriano addirittura è diventato un po’ il simbolo del malcontento dei tifosi, fischiato all’esordio e mai riuscito a far cambiare opinione di sé ai sostenitori giallorossi. Durante la scorsa sessione del mercato di riparazione Sabatini è riuscito però a riscattarsi alla grande. I tre principali acquisti del ds – El Shaarawy, Perotti e Zukanovic – si sono infatti perfettamente integrati nel progetto di Luciano Spalletti e sono diventati immediatamente pedine fondamentali della sua Roma.

Stephan El Shaarawy è arrivato in prestito dal Milan dopo una prima metà di stagione deludente con il Monaco – che ha addirittura messo fuori rosa il Faraone a una presenza dal riscatto obbligatorio – e, schierato subito titolare dal tecnico toscano ha messo a segno due reti nelle prime due partite in giallorosso, guadagnandosi un posto da titolare sulla fascia sinistra. El Sharaawy, oltre alle sue ottime doti tecniche, ha messo in mostra anche grande intelligenza tattica e spirito di sacrificio, che hanno permesso a Spalletti di affidargli anche compiti di copertura nel caso di una difesa a tre. Al momento l’italo-egiziano vanta un ruolino di marcia invidiabile con cinque gol segnati in sei presenze con la Roma. Quasi scontato che la società decida di esercitare il diritto di riscatto a fine anno, versando nella casse del Milan i 12 milioni pattuiti a gennaio.

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Anche Diego Perotti è arrivato nel mercato invernale a Roma dopo una prima parte di stagione deludente. Nei primi mesi del campionato 2015-2016 l’argentino ha infatti faticato a dare il meglio di sé con la maglia del Genoa, rimediando anche due cartellini rossi a testimonianza della mancanza di serenità del giocatore. La cura Spalletti però ha avuto anche per lui effetti fantastici: spostato dalla fascia al centro dell’attacco in posizione di finto nove – un po’ come Totti durante la prima avventura di Spalletti alla Roma – l’ex Siviglia ha saputo convincere tifosi e staff del proprio valore diventando un inamovibile nella rosa giallorossa e costringendo spesso il tecnico di Certaldo a mandare in panchina Dzeko.

Per quanto riguarda invece Zukanovic, il bosniaco ha giocato diversi minuti appena arrivato alla Roma complice anche l’assenza in quel periodo di Lucas Digne e, anche se al momento non sembra essere in cima alle preferenze di Spalletti, ha dimostrato di essere un giocatore di grande affidabilità, in grado tra l’altro di ricoprire indifferentemente il ruolo di terzino sinistro e difensore centrale, diventando così particolarmente prezioso quando il mister decide di passare dalla difesa a quattro a quella a tre a partita in corso. Nonostante l’ottimo lavoro svolto però, appare sempre più probabile un addio di Sabatini a fine stagione. Come scrive il Corriere dello Sport (G. D’Ubaldo), infatti, Pallotta ha già deciso di accettare eventuali dimissioni del ds soprattutto in virtù dell’ascesa di Zecca nell’organigramma societario. Tra i papabili successori di Sabatini al momento appare in pole position Berti, dirigente dell’Atletico Madrid, sul quale c’è però forte l’interesse del Manchester United.
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