Rifondazione Milan: tre nomi per il dopo Mihajlovic

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

BerluscaSacchi

Rifondazione Milan. Questa operazione sembra non finire mai, oppure forse non è mai iniziata. Il Milan da tre stagioni è un cantiere continuamente aperto, dove ogni progetto finisce alle ortiche e si dimostra fallimento. Una delle possibili cause, a parte l’acquisto di molti giocatori mediocri, è il fatto di non aver mai preso un allenatore capace e d’esperienza, con scelte spesso fin troppo dettate dal cuore che dal razocinio. Partiamo da Sedorf, scelta frutto di un’autocandidatura dell’ex giocatore olandese, il cui incarico gli è stato affidato senza pensarci troppo. Mossa erronea: il Milan arriva ottavo in campionato, non riuscendosi a qualificare neanche in Europa League, viene eliminato agli ottavi di Champions League prendendole di santa ragione dall’Atletico Madrid (0-1 all’andata in casa e 4-1 a Madrid) e viene fatto fuori agli ottavi di Coppa Italia perdendo in casa contro l’Udinese. Stendiamo un velo pietoso sul decimo posto di Filippo Inzaghi, il Milan non si qualifica in Europa per il secondo anno consecutivo, mentre su Mihajlovic, il patron Berlusconi ha già le idee chiare: basta con Sinisa!
Dopo il funerale di Cesare Maldini, c’è stato un pranzo nella tenuta di Arcore tra  Berlusconi, Galliani e Sacchi. I diretti interessati dicono che è stato un semplice pranzo tra amici, ma quando tra gli amici c’è un certo Arrigo Sacchi, pezzo importante del passato vincente milanista, si è più inclini a credere che Galliani e Berlusconi abbiano chiesto consigli all’ex tecnico emiliano per il futuro allenatore del Milan. Il presidente onorario ha il pallino Brocchi fissato in testa, secondo lui potrebbe fare un ottimo lavoro in prima squadra e s’accontenterebbe di un modico stipendio. Non è dello stesso avviso l’Ad Galliani, memore degli scarsi risultati di Inzaghi e Sedorf, che preferirebbe un tecnico vincente ed esperienza come Marcello Lippi, ma il viareggino è un po’ troppo al di sopra dei limiti di ingaggio che il patron non vuole superare. Sacchi, cercando di venire più incontro al Presidente, suggerisce Eusebio di Francesco, allenatore giovane che sta facendo ottime cose col Sassuolo e che non comporterebbe un ingaggio oneroso; in alternativa, Marco Giampaolo, il quale farebbe di sicuro giocare bene il Milan, e si sa che il desiderio principale del Cavaliere è quello di vedere un Milan dal bel gioco. Si aggiunge tra i nomi quello di Paulo Sousa, che è in rotta col club viola e non dispiacerebbe affatto al patron. Tante ipotesi e un’unica certezza: Mihajlovic non continuerà col Milan, anche in caso di vittoria di Coppa Italia. Berlusconi pensa addirittura di esonerarlo in caso di KO contro la Juventus, che la incontrerà questo sabato, ma Sacchi consiglia di no, sarebbe dannoso per la squadra e suggerisce di tenerlo a fine stagione. Aggiungendo un’altra cosa certa, è che il Milan continua nella sua lunga opera di ristrutturazione, la quale poteva anche essere progettata meglio ed evitando di dare troppe colpe a Mihajlovic, la cui preparazione è ben più alta dei precedenti allenatori, che forse difficilmente poteva fare meglio con una rosa non all’altezza dell’obbiettivo Champions preparato ad inizio stagione.

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