Suso sulla strada di Niang. Ennesimo rimpianto rossonero?

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui
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Il giocatore fantasma che vestiva la maglia rossonera è ufficialmente da ieri un lontano ricordo. Evidentemente deve portare bene a chi percorre la strada Milano-Genova: dopo la rinascita di Niang dello scorso  mezzo campionato, infatti, il Genoa si conferma medicina infallibile per gli scalda panchine di casa Milan. Stiamo parlando ovviamente di Suso: pochissimo impiegato e parecchio criticato dalle parti di Milanello, il trequartista e ala destra spagnolo ex Liverpool è totalmente rifiorito alla corte di Giampiero Gasperini, ed è lui stesso ad ammetterlo dopo la tripletta odierna al Frosinone: “Sono molto contento di aver messo a segno tre gol, ma era importante vincere. Era fondamentale prendere i 3 punti, ora siamo un po’ più tranquilli. Il Milan mi rimpiange? Non lo so, ma sono molto contento di essere qui al Genoa perché è una squadra importante e c’è un bel gruppo. Dedico i gol a mio padre, alla mia famiglia”.

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Da gennaio lo spagnolo di Cadiz ha già realizzato quattro gol (5 se contiamo lo splendido gol su punizione non assegnato perchè ha sbatutto sulla schiena del portiere del Verona) e due assist in tredici partite. Suso si è scrollato di dosso le pressioni rossonere e ha finalmente messo in mostra a Genova, sponda rossoblù, tutte le sue qualità. La fantastica tripletta di ieri al Frosinone racchiude perfettamente tutto il repertorio del classe ’93: tiro, tecnica e dribbling! Suso ha inoltre interrrotto un digiuno che durava ormai da gennaio  (gol nel 4-0 casalingo al Palermo). I tre gol di ieri rappresentano due traguardi ulteriormente da segnalare: prima tripletta in carriera e prima volta che realizza più di un gol in un solo incontro da quando gioca in Italia.

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Un risultato inedito anche per il Grifone, che non vedeva un suo giocatore centrare il bersaglio per tre volte nel tabellino dal  lontanissimo maggio 2009 contro la Samp, quando fu un certo Diego Milito a portarsi a casa il pallone. Un Suso in versione fenomeno che avrebbe fatto comodo probabilmente anche a Sinisa Mihajlovic: nello stesso momento in cui Suso faceva strabuzzare gli occhi ad uno stadio intero, il Milan ha incassato a Bergamo l’ennesima pesante sconfitta di questa ennesima tribolata stagione. Alla domanda su Suso la risposta arriva secca: “Non parlo dei giocatori che non alleno” ha tagliato corto nel dopo partita il tecnico serbo.

Il talento si è sempre saputo, non gli è mai mancato, ma agli addetti ai lavori lo spagnolo sembrava essere un giocatore incompiuto. Chissà che dopo Niang, Suso non torni ad essere dall’anno prossimo un cardine dei rossoneri. Staremo a vedere…

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