Tra Bologna e il richiamo di Conte, si decide il futuro di Walter Sabatini

Pubblicato il autore: Saverio Felici Segui

walter sabatini
Di certo al momento c’è solo che il regno di Walter Sabatini alla Roma è arrivato ai titoli di coda. Da almeno un paio d’anni rimbalza periodicamente un’indiscrezione simile durante i periodi più bui della squadra giallorossa, ma questa volta è diverso. Il direttore sportivo umbro, la figura più importante sia a livello mediatico che a livello amministrativo nella società presieduta da Pallotta, ha espressamente fatto richiesta ai piani alti di essere lasciato partire al termine della stagione in corso. I motivi sono molteplici e già ampiamente discussi e dibattuti: nel corso degli anni Walter Sabatini, partendo dal relativamente “piccolo” ruolo di DS, era arrivato ad occupare un posto di importanza incontestabile negli equilibri della società giallorossa. Solo apparentemente addetto al mercato e alla gestione dei giocatori, Sabatini aveva ottenuto totale libertà gestionale sugli aspetti più disparati della squadra. Libertà di movimento messa in discussione al momento della scelta (autonoma) di Pallotta di richiamare nella capitale Luciano Spalletti, contro il volere del dirigente, che aveva ripetutamente espresso la volontà di confermare il sodale Garcia al di là degli eventuali risultati di fine stagione. Ora, nonostante un lodatissimo mercato invernale, Walter Sabatini sente i “pieni poteri” che gli erano stati affidati per la prima volta messi in discussione. Da qui, la discussa scelta di annunciare a sorpresa ai microfoni di Sky, durante il prepartita di Roma-Inter, la richiesta di dimissioni comunicata a Pallotta. A fine anno sarà addio. E sul suo futuro si aprono diversi scenari.

Se la Roma ha già trovato l’ideale sostituto per il ruolo nel DS dell’Empoli Marcello Carli (almeno è questa la prima scelta attuale), si apre un vuoto per quello che riguarda la prossima squadra dell’amatissimo dirigente-superstar. La pista più battuta nelle ultime settimane è stata quella del Bologna: nello scenario di una probabile permanenza nel campionato italiano, la società emiliana, guidata dall’amministratore delegato Claudio Fenucci, appare quella maggiormente adattabile al modello-Sabatini, uno schema gestionale che prevede la totale carta bianca al DS in fase di assemblaggio della squadra, senza interferenze da parte di dirigenza, allenatore o tifoseria. Per questo il contesto provinciale appare il più adatto, oltre che quello espressamente preferito dal dirigente stesso (e che rende più improbabili le suggestioni che parlavano di un interesse del turbolento Milan di Berlusconi e Galliani). L’interessamento non è mai stato negato da Fenucci: a fine anno l’attuale direttore sportivo Corvino lascerà il Bologna, è il nome del futuro ex-Roma è ormai il primo candidato alla sostituzione. Intervistato questo pomeriggio durante una conferenza stampa, l’AD rossoblù ha dichiarato: “Mi sento spesso con ognuno dei nomi usciti fuori per il dopo Corvino, incluso quello di Sabatini. Facciamo parte dello stesso mondo“. Né conferme né smentite dunque. Il che in questo contesto, vale come un indizio importante.

Una seconda voce ben più suggestiva, già emersa in passato e che ha trovato conferma nelle ultime ore, vuole Antonio Conte intenzionato ad affiancarsi a Walter Sabatini al Chelsea nella prossima stagione. La notizia è stata riportata in mattinata dal Sun, e nel pomeriggio dal sito dello stesso quotidiano. In questo caso la questione si fa più complessa: verrebbe infatti meno il discorso fatto riguardo la predilezione per una provinciale, con il dirigente di Marsciano che andrebbe ad unirsi ad un team di livello internazionale per un progetto ben più importante. Ovviamente, in simili condizioni (dato anche l’affiancamento di Conte), la totale libertà di operare ritenuta indispensabile non sarebbe concessa. La pista Chelsea non è comunque da escludersi. La scorsa settimana Sabatini si è trovato diversi giorni a Londra, ufficialmente per discutere alcune cessioni. E forse, una proposta concreta potrebbe essere partita davvero.

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