Leicester day after: e ora che ne sarà delle Foxes? Si smantella tutto?

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

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Penso che un sogno così non ritorni mai più, mi dipingevo le mani e la faccia di blu (…)/ Nel blu dipinto di blu/ felice di stare lassù…
Il Leicester si è risvegliato stamattina con la consapevolezza che tutto è vero, che tutto è successo. L’impresa sportiva più grande di sempre, un sogno da film. La matricola che mangia in testa alle grandi del calcio inglese e va a vincere la Premier, il campionato più difficile di tutti.
Arsenal, Tottenham, Chelsea, United, City, Liverpool: tutte dietro a guardare Re Claudio. L’eterno secondo che raggiunge il titolo più bello, la rivincita di un incompreso del calcio europeo. Un gentleman ironico e garbato, un figlio del popolo che risponde col sorriso alle critiche e alle frecciate. L’anti Mou, un italiano tanto, tanto british e molto poco italian: sarà per questo che in fondo non l’abbiamo mai capito davvero. Sarà per questo che per affermarsi ha scelto l’auto-esilio fin dai primi anni di carriera.
Anche l’Europa però sembrava averne abbastanza di Ranieri quando un’intera patria, la Grecia, aveva subito l’onta di un’eliminazione insensata e assurda. Un girone di qualificazione buttato via contro squadre inferiori, decisamente più deboli degli ellenici. Ma si sa, oggi più che mai, non sono sempre i più forti a vincere: il Leicester ci ha insegnato che a volte l’impossibile diventa possibile.
Una nota pubblicità di un brand sportivo a tre strisce predicava la possibilità di raggiungere obiettivi impensabili solo con sacrificio e forza di volontà. In pochi credevano che la grinta potesse avere la meglio sulla classe, che Davide potesse veramente battere Golia. Il Leicester ce l’ha fatta, ha battuto un esercito di milionari Golia, una schiera di sceicchi con le mani bucate.
Leicester è in visibilio, è sulla bocca di tutti, dell’Inghilterra, dell’Italia e del mondo. Oggi tutti si scoprono tifosi delle Foxes ed è sbagliato, perchè l’impresa è di pochi. Di quei tifosi che hanno sempre spinto la squadra sia in Championship che all’Old Trafford, dei reietti che hanno raggiunto la vetta a botte di calci e sudore. Fregandosene della tensione, della paura, della consapevolezza di poter buttare via tutto proprio all’ultimo scatto. Un finale di stagione magico quello del Leicester, gestito da grande squadra.
Ma ora che l’obiettivo è raggiunto sorge spontanea una domanda? Che ne sarà di questi ragazzi, che ne sarà del Leicester di Re Claudio?
La società tranquilizza tutti e assicura che le Foxes non verranno smantellate.
Non venderemo nessuno ha assicurato Aiyawatt Srivaddhanaprabha, figlio del presidente Vichai, parlando alla televisione thailandese – Non siamo uno di quei club che scopre campioni per poi lasciarli andare in altre squadre. Lo ripeto: vendere giocatori non è nel nostro programma. Nomi come quelli dei centrocampisti Riyad Mahrez e N’Golo Kante, dell’attaccante Jamie Vardy e del portiere Kasper Schmeichel attireranno certamente grosse offerte da parte di molte società, ma la prospettiva di giocare la prossima Champions League aiuterà il Leicester a trattenerli.”
Ripetere un’impresa del genere sarebbe follia, quasi impossibile immaginare un Leicester dominatore dell’Europa. Sognare però non costa nulla e i sogni non si vendono mai, neppure per una vagonata di milioni.
Nel frattempo si continua a sognare e a cantare…
Volare, oh oh (…) Nel blu dipinto di blu/ felice di stare lassù.

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