Montolivo, Galliani e il paradosso di Pirlo

Pubblicato il autore: Gianluca Cedolin Segui

Montolivo
Anche con te in panchina o in tribuna abbiamo vinto lo scudetto. E poi, Andrea, da quest’anno la politica della società è cambiata. A chi ha più di trent’anni, proponiamo il rinnovo di contratto solo per dodici mesi. Con queste parole, secondo l’autobiografia di Pirlo Penso quindi gioco, Adriano Galliani, quasi cinque anni fa, commetteva quello che poi a suo dire sarebbe stato: Il mio errore più grande, anche se in compartecipazione con altri, e non chiedetemi chi…“. Un errore di valutazione, quello di Galliani e probabilmente anche dell’allora tecnico Max Allegri, che i tifosi ancora faticano a digerire quando ci ripensano.
La scelta di congedare lo straordinario regista con il numero 21 ha coinciso con l’inizio della fine per i rossoneri e con la prima pietra miliare della Juventus che da cinque anni domina incontrastata il campionato (+131 il margine accumulato sul Milan nell’ultimo lustro, un dato francamente imbarazzante). Un segno che in casa Milan qualcosa stava iniziando a non funzionare, anche se nessuno si sarebbe immaginato una discesa nel baratro così netta e apparentemente incontrovertibile.

Per questo e per altri motivi, i supporter del Diavolo non hanno preso di buon grado la notizia del quasi certo prolungamento del contratto offerto a Riccardo Montolivo, con le parti che sembra si siano accordate per il rinnovo su base triennale del contratto in scadenza questo giugno. Il capitano rossonero, ultimamente bersagliato dai fischi di San Siro, viene spesso indicato come uno dei capri espiatori dei continui fallimenti rossoneri degli ultimi anni. Un’accusa giusta a metà: se è vero che le prestazione dell’ex Atalanta e Fiorentina non sono sempre state all’altezza del compito, d’altra parte il numero 18 ci ha sempre messo la faccia, non facendo mancare il suo impegno. Basti pensare che quest’anno è il calciatore in Europa che recupera più palloni (perché ne perde molti, dicono i maligni) Va detto poi che i (pochi) buoni momenti del Milan delle recenti annate sono coincisi con i migliori momenti di forma del suo capitano. Un fatto che segnala l’importanza che nel bene e nel male Montolivo ricopre nello scacchiere milanista.

Certo, se si pensa alla scelta di fare andare via (alla Juve, tra l’altro) un genio del calcio come Andrea Pirlo, all’epoca trentaduenne, per decidere invece di rinnovare il contratto a un centrocampista normale come Montolivo, appare chiaro che le ambizioni del Milan si siano ridimensionate paurosamente nell’ultimo periodo. Un segno della crisi senza fine che attanaglia uno dei club più vincenti della storia del calcio.
Quale sarebbe quindi la decisione giusta da prendere? Assodato che Andrea Pirlo andava rinnovato a prescindere, per quanto dato alla causa rossonera nel suo plurititolato decennio, la dirigenza potrebbe forse porre fine alla mai decollata storia d’amore tra Montolivo e il Milan. A patto, ovviamente, che in sede di mercato ci si muova per acquistare gente veramente di qualità a centrocampo, in grado di far tornare il Diavolo dove merita di stare. La sensazione comunque è che, risalita o no, l’anno prossimo la fascia di capitano del Milan la indosserà ancora Riccardo Montolivo, con buona pace dei tifosi. E di Pirlo.

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