Pjanic Nainggolan, ecco perché la Roma deve ripartire da loro

Pubblicato il autore: Alessandro Marini Segui

pjanic nainggolanMiralem Pjanic e Radja Nainggolan sono senza dubbio i calciatori della Roma più ambiti e cercati sul mercato. I due anche in questa stagione, fatta di alti (con Spalletti) e bassi (con Garcia) sono risultati spesso decisivi. Il bosniaco ha messo lo zampino in maniera diretta su 21 degli 80 gol realizzati in serie A dal club giallorosso: con la rete di ieri al Chievo Verona Pjanic è arrivato a quota 10 gol (12 se si considera la Champions), mentre sono 11 gli assist decisivi (meglio di lui solo Pogba). Il bosniaco è stato spesso criticato dalla tifoseria giallorossa: troppo discontinuo, il classico giocatore da una partita buona e tre no. Se si analizzano bene i fatti, però, ci si rende presto conto che Pjanic è decisivo eccome. Da lui partono praticamente tutte le azioni offensive della Roma e di tutti i centrocampisti agli ordini di Luciano Spalletti è l’unico che fa dell’estro e la fantasia la sua arma migliore. Quante volte ha risolto situazioni intricate con delle giocate illuminanti? Basta prendere come esempio due azioni in Roma-Fiorentina. La prima sul gol di El Shaarawy: palla tra le linee per Mohamed Salah che poi serve l’italo egiziano per il gol dell’1 a 0. La seconda sul quarto gol giallorosso: lancio lungo di ventincinque metri in equilibrio precario verso Salah, che si ritrova solo davanti a Tatarusanu. Qualità indiscutibili, ma anche una personalità ed un carattere cresciuti con gli anni: a 26 anni Miralem Pjanic è finalmente un leader. E’ migliorato in maniera clamorosa anche in fase d’interdizione. Se c’è da contrastare, se c’è da rincorrere l’avversario per trenta metri o se c’è da fare pressing a tutto campo non si tira indietro. Chi vuole soffiarlo alla Roma deve pagare la clausola rescissoria da 38 milioni di euro, ma il presidente Pallotta ha già detto, in più occasioni, che non partirà. Sarà da vedere se sarà realmente così. Di sicuro un giocatore con le sue qualità non si trova molto facilmente ed ecco perché prima di venderlo bisogna pensarci non una ma mille volte.

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Pjanic Nainggolan: ripartire da loro per competere al vertice

Per Radja Nainggolan sono finiti gli aggettivi. Un calciatore che riesce a mixare tecnica, fiuto del gol, interdizione e fisicità come lui non esiste, inutile cercarlo. L’exploit in questa seconda parte di stagione, poi, è stato clamoroso: mentre prima, con Rudi Garcia, era costretto a giocare da intermedio e a fare soprattutto legna, ora, con Luciano Spalletti, le cose sono cambiate totalmente. Lo si era capito già nel debutto del tecnico di Certaldo contro l’Hellas Verona: 4-2-3-1 e Nainggolan trequartista-incursore. Il primo gol in campionato arriva proprio in quella partita, il bis due settimane dopo contro il Frosinone, oggi è a quota 6 (record personale in A). Tra questi gol ci sono quelli decisivi contro l’Inter, per blindare il terzo posto, e con il Napoli per il sogno secondo posto, probabilmente destinato a rimanere tale. Ma oltre al miglioramento drastico in fase realizzativa restano nella mente alcune prestazioni monstre, come nel derby dello scorso 3 aprile, nelle quali ha dimostrato di essere uno dei centrocampisti più completi d’Europa. Nelle ultime partite dei giallorossi, è stato schierato ancora più alto, quasi a fianco a Perotti. Le parole di Spalletti dopo Genoa-Roma dello scorso 2 maggio spiegano meglio l’importanza del calciatore sia in fase di possesso che di non possesso: “Si trova a suo agio a pressare gli avversari e a fargli buttare palla, crea vantaggi a noi e problemi agli altri, è un guerriero in campo. Andando al di là di El Shaarawy e Salah deve correre subito per rientrare e questo lo sa fare benissimo” Su di lui c’è da tempo il Chelsea di Antonio Conte, che sta provando in ogni modo a portarlo a Londra. Il belga, però, vorrebbe rimanere nella Capitale. La speranza è che la società lo accontenti. Un giocatore così è fondamentale per i successi e le ambizioni di questa squadra.
Pjanic Nainggolan: ecco perché bisogna ripartire da loro per provare a vincere qualcosa d’importante.

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