Silvio Berlusconi e il Milan: Una questione di cuore! Intanto spuntano nomi nuovi per la panchina e Dzeko

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

Silvio_Berlusconi
La trattativa con i Cinesi è ufficialmente avviata. La Fininvest ha dato l’ok all’esclusiva con il gruppo cinese rappresentato da Sal Galatioto e, quindi, spazio a discutere sull’operazione che dovrebbe portare all’acquisizione del 100% della società AC Milan entro due anni.
Si dovrebbe partire con la pronta cessione del 70% del pacchetto azionario e proseguire con il trasferimento del residuo 30% entro un lasso di tempo non superiore a due anni.
La trattativa esclusiva nei fatti dovrebbe concludersi entro il 15 giugno.
Ma, a conferma, comunque, dei dubbi che hanno fino ad oggi impedito a Silvio Berlusconi di concedere il via libera alle trattative di cui fin troppo si è parlato, c’è il passaggio intermedio, da compiere entro due settimane, con il quale l’advisor finanziario Sal Galatioto dovrà presentare nella sua interezza la cordata cinese interessata all’acquisto della società.
Considerato che Alibaba, Whampoa ed Hutchinson hanno già sconfessato l’interesse all’affare, non è peregrina la possibilità che il gruppo che verrà presentato possa non dare le garanzie richieste. Da qui la facoltà che la proprietà si è riservata, nel caso non dovesse riscontrare le garanzie necessarie, di poter rompere senza penali il vincolo di esclusiva in atto vigente.
E allora ritornato in mente le questioni di cuore, che legano Silvio Berlusconi e il Milan.
Chi non ricorda cosa successe nel 2009, quando Kakà, contro il volere dei tifosi, stava per essere trasferito al Manchester City per 120 milioni di euro? Silvio Berlusconi disse di no in diretta tv spiazzando tutti. Vero è che l’anno successivo il brasiliano fu trasferito lo stesso, questa volta al Real Madrid, ma il Presidente ancora una volta aveva dimostrato che al Milan comandava lui e che, finchè avesse comandato lui, le questione di cuore avrebbe avuto la meglio sulle disquisizioni legate solo al tornaconto economico.
Potrà garantire il gruppo cinese la stessa linea d’azione e la stessa spesa da lui sostenuta?
In definitiva l’amore verso il Milan, che la famiglia gli rimprovera in quanto si è trasformato in un onere finanziario eccessivo, glielo potrà garantire in egual misura la cordata cinese?
Sicuramente no! E a Berlusconi riesce anche difficile pensare la gestione del Milan come un affare, come sicuramente è considerato dai Cinesi.
Tra l’altro è ancora da discutere la sua eventuale presidenza onoraria.
E allora? Intanto si comincia a trattare, poi si vedrà.
E anche se è difficile in questo contesto parlare di campagna acquisti e cessioni, continuano a farsi avanti nomi nuovi sia per la panchina sia per il potenziamento della squadra.
Tra i nomi dei possibili sostituti di Cristian Brocchi, tramontata l’ipotesi Marcello Lippi, oltre a quello di Pellegrini di cui si parla da tempo, sono venuti fuori quelli di Unai Emery, tecnico del Siviglia, del portoghese Andrè Villas Boas attuale allenatore dello Zenit di San Pietroburgo e di Felipe Scolari, tecnico del Guangzhou Evergrande, guarda caso squadra del campionato cinese.
Tra i giocatori è spuntato prepotente il nome di Edin Dzeko, ma l’affare si potrà fare solo se si cede Bacca. Di Zlatan Ibrahimović si è capito che è inutile parlarne.
Il motto “il tempo ci darà ragione” non si attaglia alla situazione in cui si trova il Milan.
Di tempo ormai ne è rimasto poco. Bisognerebbe prendere decisioni, sì ponderate, ma veloci.
E il cuore? Al cuore non si comanda, specialmente se è di colore rossonero!

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