Zlatan, declino o nuova giovinezza?

Pubblicato il autore: giovannisorbello Segui

Ibrahimovic Definito da tutti uno dei più grandi attaccanti di tutti i tempi. Ma è veramente così? Probabilmente si, anche perché si sta parlando di un giocatore che dove è andato ha sempre vinto qualcosa, soprattutto i campionati nazionali. L’unica cosa che gli manca è la Champions League, unico vero cruccio di una carriera fantastica. E’ sulla soglia delle 35 primavere e ha deciso di abbandonare il Paris Saint- Germain, per rimettersi in gioco. Si ma dove? Si parla di Manchester United, dove ritroverebbe Mourinho, o del Milan dove potrebbe provare a risollevare una società che è ormai allo sbando oppure alla Juventus, società che abbandonò quando scese in B ( causa scandalo Calciopoli). Ma vale veramente la pena puntare su questo giocatore?
Analizziamo i pro e i contro:

– Pro : E’un ragazzo che ti fa fare sicuramente il salto di qualità. Capace di fare reparto da solo, ti garantisce minino 20 gol stagionali, il che non è poco. Ti può risolvere la partita da un momento all’altro se  in giornata. E almeno un titolo all’anno lo mette sempre in saccoccia. Insomma si potrebbe dire che prendendo lui si vada sul sicuro e in parte è così. Al momento non costa nulla, solo il prezzo dello stipendio, quindi più di un pensiero si può fare sul ragazzo.

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– Contro : Prende tantissimo di stipendio. Insomma un assegno di almeno 10 milioni l’anno glielo si deve fare depositare in banca per assicurarsene i servigi. In questo il suo procuratore, Mino Raiola, che gestiste anche Pogba, è un genio e ha fatto la fortuna sia delle svedese, che di un certo Mario Balotelli. Altra cosa negativa è il fatto che si sente una prima donna e quindi potrebbe “spaccare” lo spogliatoio facilmente, come accadde nel Milan di Allegri, anche perché con la sua personalità non ha paura di andare contro a nessuno e anche gli altri giocatori non possono andare contro di lui. Poi si sente Dio in terra. Ok che è bravo, però è uno che nelle partite importanti spesso scompare, facendo delle macabre figure e non riuscendo a risultare decisivo. Uno può dire: beh mi fa 30 gol l’anno, non mi interessa nelle partite importanti. Giusto come ragionamento, ma meglio fare una doppietta ai quarti di Champions, piuttosto che contro il Caen in campionato ad esempio. Altro fattore negativo è l’età. Ibra vuole sentirsi al centro del progetto, ma a 35 anni rappresenta un rischio gigantesco, anche perché ha al massimo uno-due anni ad alti livelli e con i soldi del suo stipendio, puoi prendere un giovane di prospettiva, ad esempio Lapadula, capocannoniere della serie B. Poi chi gioca con lui di solito tende a giocare male. Si veda l’esempio di Cavani, costretto a fare l’esterno a Parigi, proprio perché lo svedese da quella posizione non lo puoi spostare. E’ anche molto anarchico. Se decide che non ti deve passare la palla o che i tuoi compagni non devono servirti ottiene quello che vuole( si veda sempre il Matador). Molto spesso si arrabbia se non passi la palla a lui per servire un compagno meglio piazzato.

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Insomma siamo di fronte a un giocatore che probabilmente è stato decisivo in questi anni, spesso poco fedele e poco riconoscente nelle squadre dove ha giocato, anche perché ovunque è stato sognava di giocarci fin da bambino, ma che è ormai al tramonto della sua splendida carriera. Che sia il caso di farsi da parte e lasciare spazio a chi lo merita veramente? Ovviamente Ibra non lo farà, si crede troppo superiore per scendere dal piedistallo da dove lui stesso è salito.

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