Empoli, Saponara: voci di un ritorno al Milan

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui
saponara

Nelle ultime settimane è rimbalzato il possibile clamoroso interesse del Milan per un eventuale ritorno in rossonero di Ricky Saponara. Il fantasista romagnolo nativo di Forlì, lasciato andare in prestito all’Empoli a gennaio 2015 e poi riscattato a giugno dello stesso anno per una cifra di poco superiore ai 4 milioni di euro, si è ben comportato prima alla corte di Sarri e poi a quella di Giampaolo. E’ evidente che nel suo periodo rossonero il forlivese non abbia inciso molto, ma tra ripetuti infortuni e forte concorrenza non ha mai avuto lo spazio che forse avrebbe meritato (solo 8 presenze in una stagione e mezza per lui). Perderlo per qualche milione è stato senza dubbi un errore, uno dei tanti commessi in questi anni dalla società meneghina.

Perché il Milan rivorrebbe Riccardo Saponara in queste ultime settimane? Si parla da più parti di un nuovo corso rossonero, composto da giovani e italiani, soprattutto se alla fine la trattativa con i cinesi non dovesse andare per il verso giusto. Presentarsi oggi dall’Empoli, però, significherebbe pagare una cifra sostanziosa per un ragazzo che, non più tardi di un anno e mezzo fa, era già di proprietà rossonera. Il presidente Corsi ha parlato addirittura di 25 milioni di euro e, in quest’ottica, è difficile pensare che possa essere lasciato partire per meno di 15. Il massimo dirigente della squadra toscana, intervistato in esclusiva a MilanNews.it, ha escluso contatti con Adriano Galliani in tal senso, segno che per il momento non si è andati oltre le semplici voci.

A prescindere dal valore del ragazzo classe ’91, evidentemente inespresso nel corso delle stagioni milaniste, pensare di andare a riacquistarlo, per la seconda volta, sembra almeno assurdo. Saponara sarebbe senza dubbi un ottimo innesto, tecnicamente valido e perfetto dal punto di vista anagrafico, ma un suo ritorno significherebbe un notevole errore dal punto di vista economico. Inoltre, qualora Riccardo faticasse ancora una volta ad inserirsi nel contesto milanista, l’operazione diventerebbe un vero e proprio buco nell’acqua. Forse per recuperare allo sbaglio commesso lo scorso anno servirebbe una strada di completa rottura rispetto al passato, a partire dall’approccio e dalla filosofia nella gestione dei giovani.

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