Milan ai cinesi: la trattativa è in fase di stallo. Berlusconi: “Chi mi sostituirà deve puntare al vertice. I tifosi hanno poca memoria”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

Calciomercato Milan

Milan ai cinesi? Mentre l’Inter si sveglia con gli occhi sempre più a mandorla e con il sogno di un vero magnate per inseguire nuovi successi, la metà rossonera sembra ancora in attesa di una vera svolta. Dopo il bluff firmato Mr. Bee e dopo questa nuova pausa di riflessione, spuntano nuovi punti di domanda sulla cessione del Milan ai cinesi.
Sono molto preoccupato che la negoziazione vada per le lunghe, che i tempi si possano dilatare in maniera evidente – ha detto il Presidente Berlusconi a Radio Radio -. Ci sono diverse grandi società asiatiche che hanno manifestato l’interesse per la mia proprietà, società che hanno anche partecipazioni statali e sono loro che si stanno confrontando per vedere quali percentuali attribuirsi. Il Milan ai cinesi non è però una questione di facile risoluzione: chi mi sostituirà dovrà fare investimenti importanti per portare la squadra in vetta in Italia, in Europa e nel mondo, come ho fatto io a mio tempo. Ci deve essere la sicurezza che il Milan torni grande protagonista del calcio mondiale, non voglio svendere la mia creatura. Non voglio considerare questa squadra un peso, un fardello da cui liberarmi, si tratta di una questione di cuore.
Parole che non tranquillizzano. In Via Turati la situazione è ancora agli albori, c’è stato qualche incontro, qualche discussione ma nulla di più. Il resto erano tutte invenzioni dei giornali, trovate create ad arte per vendere qualche copia in più. La verità è una sola: il Milan ai cinesi è un’operazione ancora molto lontana dal realizzarsi.
E quindi quali potrebbero essere le alternative? Le parole di Berlusconi fanno venire i brividi.
“Se l’operazione Milan ai cinesi non dovesse andare nella direzione in cui tutti auspichiamo, ripartiremo da capo, chiedendo pazienza ai tifosi e mettendo in pratica, in maniera seria, un progetto per un nuovo ciclo. L’idea è quella di ripartire da giocatori italiani giovani, magari una buona parte provenienti dal vivaio del Milan, che formino una squadra molto compatta, che abbia fame di vittorie e possa raggiungere dei risultati. In Italia si può ripetere un esperimento simile al Leicester. Io sono convinto che anche questa via potrebbe regalare tante gioie al nostro amato club”.
Il Milan paragonato al Leicester? A una squadra che fino a due anni fa era in Championship: follia pura. Le Foxes hanno raggiunto un traguardo storico, memorabile, ma non hanno nulla a che fare con la storia dei rossoneri. Il Milan può anche ripartire dai giovani, ma deve farlo in maniera razionale, non deve essere una scelta dettata dalla disperazione e dall’incapacità di mettere in piedi un progetto concreto.
Il Milan ai cinesi pare davvero l’unica via per risalire la corrente.
Berlusconi chiude poi con la solita frecciatina ai tifosi, evocando quel passato glorioso che tanto stona con un presente scialbo e povero di successi. Ricco solo di esoneri, di figuracce, di tonfi e di umiliazioni.
“Non hanno memoria, i 25 anni di pranzo a caviale e champagne sono stati da molti dimenticati ma li capisco, l’amore per il Milan può spingere a una irriconoscenza verso chi è stato alla base di questi successi”.

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