I segreti del Calciomercato: perché vendere un giocatore invece di un altro?

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui

Friendly Soccer
Intraprendiamo un viaggio alla scoperta dei segreti del calciomercato: figure e ruoli dei personaggi più importanti che occupano le prime pagine dei giornali per tutto il periodo estivo.
Ecco tutto quello che c’è da sapere sul calciomercato e i suoi segreti…

Parte 3) Fatturato: perché le squadre vendono un giocatore invece di un altro?

Fatturato super milionario: questo è il business del calcio mercato europeo e mondiale.

Quattro miliardi di euro, veri o presunti tali grazie ad artifizi contabili.

Numeri impressionanti che però contribuiscono a far sopravvivere le squadre di club.

In Italia, per esempio, è notorio il fatto che il nostro campionato riceve il proprio impulso principale dai diritti televisivi mentre una parte minoritaria delle entrate deriva dagli sponsor e dalla vendita dei biglietti allo stadio.

Ma più di tutto, a far bilancio, sono le plusvalenze sul mercato trasferimenti.

Cos’è la plusvalenza?
In termini semplici è l’acquisto di un calciatore a poco prezzo per poi valorizzarlo e venderlo a somme più alte dopo aver ammortizzato parte dei costi durante il periodo del tesseramento al club.

In Europa, ma soprattutto in Italia dove la tassazione è elevata, tutte le squadre professionistiche seguono il loro obiettivo primario nella logica del calciomercato.

E pazienza se ad essere immolato in nome della plusvalenza è il beniamino della tifoseria locale: prendiamo la Roma ad esempio che vende Pjanic alla nemica Juve e non Salah.

Come si spiega questa scelta che ai più – soprattutto tifosi innamorati – pare incomprensibile?

Pjanic e Salah più o meno potevano essere venduti intorno a 30 milioni di euro ma Salah, a differenza del bosniaco, era stato acquistato solo lo scorso anno per una cifra oscillante tra i 22 e i 25 milioni di euro.

Con l’ammortamento di un solo anno e il prezzo pagato per l’acquisto la plusvalenza sarebbe stata minima e la Roma avrebbe perso per pochi milioni di euro un giocatore giovane di grande prospettiva.

Il costo di Pjanic, invece, era stato già interamente ammortizzato e pagato diversi anni fa intorno ai 15 milioni di euro: rivenderlo quasi al doppio costituisce un affarone per il bilancio giallorosso.

La Roma americana ha fatto delle plusvalenze un vero e proprio business: nei primi 5 anni di gestione americana, infatti, il club ha incassato circa 154 milioni in virtù delle valorizzazioni dei calciatori come sopra spiegato.

Altro artifizio finanziario sconosciuto alla stragrande maggioranza dei tifosi – ovviamente più interessati al nome del calciatore acquistato o venduto, è la Camera di compensazione della Lega.

Proviamo a spiegare come funziona questo istituto.

A parte gli squadroni che son pochi di numero, la maggior parte delle squadre italiane non ha molta liquidità e quindi per fare calciomercato fa girare “soldi virtuali” attraverso il meccanismo della compensazione debito/credito.

In pratica, per fare un esempio comprensibile, se l’Atalanta è debitrice del ChievoVerona di 2 milioni di euro e quest’ultimo è debitore del Frosinone di 2 milioni di euro, i due debiti/crediti si compensano e i 4 milioni di euro di cui trattasi in realtà non sono mai circolati sul mercato e son rimasti virtuali.

Ma detto artificio ha permesso a due club di acquistare e vendere calciatori senza spendere un centesimo anche se poi, ovviamente, dei trasferimenti vi è traccia nei bilanci societari dove compaiono numeri in entrata e in uscita senza che alcun centesimo si sia mai mosso dalle casse

Ma se questo meccanismo serve a non gravare i bilanci delle piccole squadre gli agenti dei calciatori chi li paga?

Anche qui altro escamotage: il pagamento in ritardo…

A differenza degli stipendi dei calciatori che vanno pagati puntualmente perché altrimenti scattano le penalizzazioni in classifica (a tal riguardo sempre tormentati i campionati di Serie B e Lega Pro degli ultimi anni al limite della loro regolarità) agli agenti la provvigione viene pagata sempre con ritardo per diluirne nel tempo la portata e sperare in momenti economici migliori e risparmiare liquidità nell’immediato.

Ciò in quanto il ritardo nel pagamento non porta come conseguenza penalizzazione di punti in classifica.

Così si spiegano, ad esempio, prese di posizioni del procuratore di Badelj che già a marzo minacciava il trasferimento dalla Fiorentina del proprio assistito per non essergli stata pagata la provvigione o le perenni dispute di Zamparini con gli esosi procuratori sudamericani.

Dette dispute nascono per il fatto che non c’è un importo di provvigione uguale per tutte le nazioni e soprattutto per il fatto che la fiscalità è diversa da nazione a nazione.

Fino a qualche anno fa il procuratore sul mercato italiano guadagnava circa il 5% sul lordo dello stipendio del calciatore : ora l’importo è stato ridotto al 3% ma ora, per far fronte alla fiscalità francese, tedesca e spagnola, si pattuisce per un trasferimento europeo mediamente l’8% al netto.

Capito ora perché tanti giovani sono attratti da questo mestiere? Raiola, Mendes & c. insegnano…

Parte 1 – Come nasce una trattativa?
Parte 2 – I procuratori, ovvero i nuovi padroni del calcio

  •   
  •  
  •  
  •