Il mercato infiammato dall’Europeo

Pubblicato il autore: Saverio Crea Segui

Graziano Pellè
Il mercato estivo è stato molto riconoscente all’Europeo francese di quest’anno.
Euro 2016, non ha entusiasmato per calcio champagne, tecnica e gol spettacolari (salvo il tacco di Ronaldo o la bomba da fuori aria di Payet). Un campionato europeo mediocre, dove i più forti in alcuni casi sono stati beffati da outisder o sorprese. Pensiamo all’Islanda o al Galles, arrivate fino ai quarti di finale. Tutto ciò grazie alla nuova formula del torneo a 24 squadre. Lo stesso Portogallo, fresco campione d’Europa, si è qualificato tra le migliori terze. Abbiamo notato la la parabola discendente di squadre come Spagna e Belgio, considerate tra le favorite. Abbiamo esaltato il cammino dell’Italia, uscita solo ai rigori con la Germania campione del mondo. La stessa Germania fatta fuori dalla Francia di Pogba e Griezmann. I francesi, convincenti, grazie ai gol dei loro attaccanti e dall’inaspettato Payet, sono stati spenti al lumicino di fronte ad una nazionale portoghese compatta e attenta in difesa . Cristiano Ronaldo, Pogba, Lewandoski, Hazard e molti altri, annunciati da giornali come i possibili mattatori del torneo europeo, hanno fallito, hanno deluso. La finale europea è stata decisa da un gol di Eder, un attaccante che
non segnava quasi mai. Il Portogallo ha vinto, senza Ronaldo, senza il suo campione e forse è stato meglio così. Ha vinto il collettivo, ha vinto il gruppo che si è ricompattato dopo l’infortunio del suo capitano ed ha retto fino ai supplementari, fino al lieto epilogo. Non ha vinto la squadra più talentuosa o più spettacolare ma quella che ha saputo interdire il calcio tecnico.
Non ci siamo esaltati dunque.
O se lo abbiamo fatto, è stato per via di manifestazioni parallele al calcio, come il tifo originale degli Islandesi con la loro “haka”, riproposta al ritorno a Reykjavík, dopo l’avvincente tragitto, bloccato solo dalla Francia.
Per il tifo in generale, quello pulito e privo di ogni violenza. La ninnananna cantata dai tifosi irlandesi ad un neonato o la serenata ad una tifosa francese.
Tralasceremo, quindi, la scarsa sicurezza degli stadi, garantita prima del calcio d’inizio ma presa in scacco da alcuni tifosi che hanno invaso il campo indisturbati. Non parleremo, nemmeno, dei campi francesi, ridicoli, pieni di buche e al limite della praticabilità.
Eppure, in tutto ciò a gioire di più sono “mercanti” di calcio. Loro hanno trovato pane per i loro denti. Graziano Pellé, autore di un buon europeo (eccetto il famigerato rigore), è stato acquistato dallo Shandong Luneng e guadagnerà 38 milioni in 2 anni e mezzo di contratto, scatenando l’ira e l’ironia dei social. https://www.gazzetta.it/Calciomercato/12-07-2016/pelle-38-milioni-cina-ironia-social-quinto-piu-pagato-mondo-hubner-160323907213.shtm

De Sciglio e Candreva, della nostra nazionale italiana, sono corteggiati da alcune squadre italiane e in questo caso possiamo dire meritatamente, per quello che hanno espresso in campo. Così come il fresco acquisto del Napoli, Giaccherini. Zaza è ambito dal Wolfsburg e forse dirà sì a questa proposta, con buona pace della Juventus che avrà in cambio 25 milioni. Bella somma per un panchinaro nel club e nelle nazionale.
Pjaca, giovane della nazionale croata, è conteso da Milan e Juventus per cifre dai 20 milioni in su. Si può obbiettare che abbia giocato molto poco per la sua nazionale in questa competizione e non a livelli eccelsi. Lo stesso si può dire per Joao Mario del Portogallo, valutato 40 milioni dal suo club di appartenenza e cercato dall’Inter.
La stessa cifra richiesta dal Newcastle per liberare Moussa Sissoko, nazionale francese e possente diga a centrocampo. Dimitri Payet era entrato nei radar dell’Internazionale, dopo le dichiarazioni entusiaste sul suo conto di Massimo Moratti.
E’ il mercato, bellezza. L’Europeo di Francia ha fatto schizzare le quotazioni di giocatori mediocri ed esaltato buoni giocatori, forse perché le vere stelle si vedono ma non si raggiungono mai.

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