Mario Balotelli pronto a ripartire: “Ho buttato due anni ma sarò Pallone d’Oro”

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui

Mario Balotelli dopo la non esaltante esperienza al Milan ha fatto ritorno al Liverpool ma non sembra rientrare nei piani del manager dei Reds, Jurgen Klopp, e potrebbe dunque cambiare nuovamente maglia nel corso dell’estate. A dispetto delle ultime due deludenti stagioni, l’attaccante italiano però crede fermamente nelle sue qualità, e in un’intervista esclusiva al ‘Corriere della Sera’, punta a diventare in futuro un top player di livello mondiale. “Io posso fare molto di più di quello che ho detto. – ha affermato Balotelli – Però ci vuole tempo. In una scala da 0 a 10, io mi sono fermato a 5, ma piano piano al 10 ci arriverò. Perché ci voglio arrivare. Diventerò Pallone d’oro. Anche se mi rendo conto di aver fatto due anni della mia carriera dove potevo avvicinarmi al 10 e invece sono rimasto a 5″. “Lo so, fa ridere, – ha ammesso – posso non aver fatto tutto l’indispensabile per essere il più forte, però l’importante è che l’ho capito e non è troppo tardi. Non voglio arrivare a fine carriera con il rimpianto di non aver fatto di tutto per diventarlo”. “Fino a due anni fa – ha spiegato Mario – mi accontentavo di quello che avevo. Facevo bene, sapevo di avere dei colpi, ed ero felice così. Non avevo in testa di migliorare, pensavo bastasse. Mentre da due anni a questa parte ho cominciato a lavorare seriamente, eppure i risultati non sono arrivati”. “Forse – ha aggiunto – ho pagato i 23 anni precedenti. Però sono molto tranquillo. Sono consapevole che negli ultimi due anni cambiato da così a così”. Quanto al rapporto con i suoi allenatori, Balotelli ha dichiarato: “E’ stato Fantastico, bello con tutti. E anche con i presidenti, con Moratti, con Berlusconi… Disastroso solo con uno: Brandon Rodgers. Il litigio con Mancini? Avevo 19 anni, dopo un intervento su un compagno lui si è arrabbiato, mi ha strattonato dicendo che rischiavo di fargli male. Tutto lì. È successo al venerdì, la domenica ero titolare”. Ai tempi dell’Inter, José Mourinho non mancava di rimproverarlo: “A lui piaceva fare il cinema, – ha detto Balotelli – ma mi voleva bene. Si divertiva a farmi arrabbiare perché pensava che avrei reso di più da incazzato. Gli imputo solo una cosa: non mi ha fatto giocare la finale di Champions. Se entravo, segnavo sicuro. Me lo sentivo”. Quanto al suo futuro, Balotelli va in controtendenza: “Dove giocherò? Spero nel Liverpool, – ha dichiarato l’attaccante – il Milan ha deciso di lasciarmi e di sicuro non ci sarà un Mario’s back again”.

L’ex rossonero parla poi del suo rapporto con la  Nazionale azzurra che nel 2012 lo vide castigare la Germania con una grande prestazione, con il ‘Time’ che lo mise fra i 100 personaggi più influenti al Mondo: “Quando ho visto il pallone rimbalzare, – ha affermato, ricordando il suo gran goal ai tedeschi – l’istinto mi ha detto: tira di collo pieno, se la prendi bene il portiere non la vede nemmeno. In realtà non l’ho presa pulita, ma un po’ di esterno. Meglio, se la prendevo bene la tiravo in pancia a Neuer”. Ad Euro 2016, invece, Balotelli non c’è: “È successo che ho fatto due anni non ai miei livelli. – ha spiegato – Problemi fisici, altri problemi, non sono stato io. E Conte giustamente ha portato altri giocatori all’Europeo. Fossi stato in lui, avrei fatto esattamente la stessa cosa. Certo che mi spiace non essere in Francia. Ma così doveva andare. Alla gente che mi ferma dicendomi che Conte avrebbe dovuto convocarmi, io rispondo: il vero Balotelli lo convocherebbe Conte, Ventura, qualsiasi allenatore. Il Balotelli di oggi no”. Quindi sulla celebre esultanza dopo il goal alla Germania: “Ricordo che avevo parlato il pomeriggio con Adriano – ha rivelato – che mi sfotteva dicendomi che ero dimagrito. Forse ho voluto mostrargli che non ero poi così magro… Perché spesso non esulto dopo i miei goal? A parte il fatto che di goal ultimamente ne ho fatti pochi… in realtà faccio come mi viene. Poi, ammetto, quando la polemica sulle mie mancate esultanze divenne fastidiosa, io segnavo e non esultavo apposta, per non darla vinta a chi si faceva problemi su questa cosa”. “Sono sempre stato bastian contrario. – ha detto di sé stesso – Mino Raiola per farmi fare le cose mi dice sempre il contrario… La maglia ‘Why always me’ ? Fu semplicemente uno scherzo. Alla fine, pur fra qualche eccesso, non penso di meritare tutte queste attenzioni, nel bene e nel male. Si è creato questo personaggio, non mi è permesso di fare niente in più e in meno. Non sono ipocrita: ci resto male quando finisco sui giornali se combino qualcosa, ma non mi piace nemmeno quando si esagera in positivo. Balotelli segna due goal? Un fenomeno. Vorrei essere solo un calciatore come gli altri, magari un po’ più bravo degli altri”.

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