Conte sul trasferimento di Pogba: “Io pagato,invece, otto palloni ( sgonfi…)”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

Chelsea ConteE’ un Conte a tutto tondo quello che si è raccontato attraverso le colonne del Sun. L’ex tecnico della Juventus e della Nazionale italiana, oggi alla guida del Chelsea, si prepara a vivere il proprio esordio in Premier League e si è aperto ad un’intervista nella quale ha parlato della sua infanzia, della sua famiglia, del suo rapporto con la fede senza disdegnare anche qualche intervento sulla stretta attualità. Come ad esempio in merito al trasferimento record che ha portato il francese Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United. La somma spesa dalla dirigenza dei Reds ( circa 110 milioni di euro) rappresenta una delle cifre più alte mai registrate per il trasferimento di un calciatore. Dopo le parole abbastanza dure spese da Klopp e Wenger nei confronti della cifra del trasferimento di Pogba anche Antonio Conte è voluto intervenire su questo argomento raccontando un simpatico aneddoto della sua adolescenza pugliese.  Chissà se quando incontrerà il suo vecchio giocatore ai tempi della Juventus si ricorderà proprio di questo “simpatico” ricordo.

Il primo trasferimento del Conte giocatore…

“Quando ero piccolo giocavo per il club di mio padre Cosimino, la Juventina Lecce : lui era il proprietario , l’allenatore e tutto il resto. Poi – ha continuato l’ex c.t. della Nazionale – all’età di 13 anni , il Lecce ha mi comprato, insieme a uno dei miei compagni di squadra. Fummo pagati otto palloni, tre dei quali erano sgonfi. Però erano palloni costosi, valevano 200mila lire. Mio padre era molto duro, soprattutto con me. Spesso mi urlava contro, mentre con gli altri bambini no”.

Nel corso dell’intervista Antonio Conte ha anche parlato del suo rapporto con la religione, mostrando un forte rapporto nei confronti delle fede

“Io vado in chiesa tutti i giorni delle partite. In Italia la domenica si va a messa e nei due anni in cui sono stato il selezionatore della Nazionale sono sempre andato con mia moglie e mia figlia. Quando non posso andare, prego durante la settimana. Anche solo per dieci minuti, solo per pregare e pensare. Io prego prima di una partita non per avere successo, ma prego per una buona salute: vorrei che i miei genitori, mia moglie, mia figlia e la mia famiglia stiano bene”.

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