Hart ufficiale al Torino. Ora i granata sognano davvero!

Pubblicato il autore: matteo lanzi Segui

hart rinnovoPlay Hard,Play Hart. Il gioco di parole viene facile in questo caso,come viene facile,adesso,per i tifosi del Torino, sognare. Si sogna sotto la Mole, si sogna in grande,si sogna l’Europa.E l’entusiasmo che in queste ore si sta espandendo nella sponda granata del Po ha un nome e un cognome: Joe Hart. E’ arrivata, nella notte tra il 29 e il 30 Agosto, l’ufficialità:il portiere titolare della nazionale inglese arriva in prestito annuale dal Manchester City, dove era stato relegato da Guardiola al ruolo di terzo portiere.Un ruolo che andava stretto, troppo stretto, a uno che ha totalizzato più do 250 presenze con la maglia blu ( con la quale ha vinto due campionati inglese, due coppe di lega inglesi, un FA Cup e una Community Shield) e oltre una sessantina in nazionale, e che adesso, proprio per non perdere il posto da titolare nella nazionale dei Tre Leoni, deve velocemente ambientarsi in un Paese e in un campionato nuovo. Non sarà troppo difficile per questo ragazzone (196 cm per 91 kg)  dello Shropshire,che negli ultimi anni ha dimostrato di essere un portiere di ottimo livello sia in campo nazionale che europeo: grande reattività, grande velocità ( nonostante la stazza), ottima abilità nel gioco con i piedi, proprio quello che voleva Sinisa Mihajlovic. Negli ultimi anni non ha nascosto anche qualche incertezza, certamente non aiutato dai cronici problemi difensivi delle squadre d’Oltremanica, e forse anche per questo quest’anno il nuovo tecnico Guardiola ha deciso di non puntare più su di lui: una bocciatura decisa quella subita da Hart,scavalcato prima dal suo secondo Caballero e poi dal nuovo arrivato, proveniente dal Barcellona sicuramente non per fare la comparsa.Allora meglio cambiare, meglio provare una nuova esperienza, ed ecco lì pronto il Toro, il quale per prenderlo ha dovuto fare un notevole sforzo economico visto l’ingaggio che Hart percepiva al  City (3,3 milioni all’anno), al cui pagamento in parte contribuirà la squadra di Manchester. Non facile per il ragazzone inglese il distacco dai Citizens, con i quali giocava stabilmente dal 2010 dopo una precedente esperienza tra il 2007 e il 2009 e del quale era mai un uomo simbolo,decisivo in campo con le sue parate ( gran parte dell’approdo in semifinale del City durante l’ultima Champions è merito suo) e nello spogliatoio con la sua personalità.A volte eccessiva e bisognosa di una moderata, come fece Pirlo nei quarti di finale dell’Europeo del 2012: la sfida tra Inghilterra e Italia si era protratta fino ai calci di rigore, e proprio lì Hart mostrava grande sicurezza, intimidendo i tiratori nostrani.E allora eccolo lì, il cucchiaio, gesto umiliante e beffardo con cui il Maestro punì l’intrepido ragazzotto e infuse coraggio nei nostri, perfetti da lì in poi fino alla vittoria. E’ l’uomo giusto al posto giusto, giusto per i sogni di gloria della società granata, che ha condotto un mercato stellare:Iago Falque, Ljajic,De Silvestri,Castan, pronti a sopperire alle partenze di Immobile,Glik e Bruno Peres, oltre alle conferme dei vari Benassi, Baselli, Zappacosta,Belotti, con il caso Maksimovic che merita un discorso a parte. Tutto questo talento a disposizione del sergente di ferro serbo, pronto a infondere ai suoi la “garra” necessaria per recitare da protagonisti nel nostro campionato.Che da oggi ha un protagonista in più, un protagonista a 5 stelle, proprio quelle che quest’anno il Toro vuole vedere da vicino,perchè sognare è bello, ma vivere i sogni di più.

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