Jovetic, ‘a volte ritornano’: a Firenze pare andare di moda

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

jojo

A Firenze i ritorni sembrano essere davvero di moda, specie negli ultimi anni.  Dal 1982 ad oggi, questo accadeva di rado, almeno in riva all’Arno.  Nel 1990 Borgonovo tornò dopo l’annata al Milan ma non andò particolarmente bene, con sole quattro reti in due stagioni, nel giugno ’92 fece le valigie per andare a Pescara. Da ricordare anche un pallido ritorno di Robbiati nella stagione della retrocessione/fallimento (2001-2002), ma non fu di grande aiuto: 5 presenze senza alcuna rete (il giocatore si trasferirà poi ad Ancona e chiuderà sette anni dopo nel Figline). Il resto è storia di oggi: molti tifosi viola rimasero molto sorpresi quando, cinque anni dopo la sua cessione al Bayern Monaco, il bomber modenese Luca Toni scelse la Fiorentina piuttosto che il Sassuolo.  Il giocatore era arrivato nel 2005 dal Palermo e fece il botto: 31 reti, scarpa d’oro e Mondiale l’anno dopo. Poi Calciopoli, la rinuncia della dirigenza alla cessione all’Inter, la promessa di cederlo ai tedeschi. L’annata del ritorno, sotto Montella non andò proprio male, visto che la punta segnò otto reti in 27 gare, optando poi per l’Hellas Verona quando la società gli fece sapere che lo voleva dirigente, visto che aveva puntato su Mario Gomez.  Dopo tre anni si riaffacciò in riva all’Arno anche Alberto Gilardino: era infatti il gennaio 2012 quando il bomber di Biella venne dirottato al Genoa. A Firenze, dal 2008 al 2012 collezionò la bellezza di 48 reti in 118 partite: a Firenze tornò assieme a Diamanti(qualche apparizione nella Florentia Viola nella stagione 2002-03)in prestito dal Guangzhou e non fece proprio malissimo (4 reti in 14 gare). Si pensò addirittura ad una prosecuzione del rapporto con la Fiorentina ma la cosa non ebbe seguito e l’ex Parma e Milan si accasò al Palermo. Da questa stagione milita nell’Empoli assieme all’ex Viola Manuel Pasqual. Si arriva così a Stefan Jovetic, arrivato quasi in sordina grazie a Pantaleo Corvino: era la penultima stagione di Cesare Prandelli e il giovane giocatore serbo venne accolto con un discreto scetticismo (eufemismo): segnò poco (2 reti in 29 gare) ma dimostrò di avere grinta. Leggermente meglio nell’ultimo anno di Prandelli (6 reti, ma anche 5 in Champions League) prima di un serio infortunio in allenamento che lo terrà fermo per tutta la stagione 2010-11, la prima (ed unica intera) sotto la guida dell’attuale allenatore del Torino Sinisa Mihajlovic. Nonostante le voci che lo volevano in campo per la fine del campionato, Jovetic tornerà solo nella stagione successiva e sarà in questa e in quella seguente (2012-2013) dove il calciatore, ormai maturo, segnerà ben 27 reti, prima della cessione al Manchester City. Il resto è storia di oggi, con il passaggio all’Inter: tante promesse ma poca luce per questo ragazzo che vuole tornare a calcare i campi con regolarità, nonostante il fisico piuttosto fragile. Firenze ora spera con tutto il cuore di avere quell’acquisto che possa anche solo leggermente illuminarli, dare loro quel filo di speranza, vista l’estate piuttosto problematica. In queste ore si parla di una possibile cessione di Kalinic al Napoli in cambio di Gabbiadini: un’operazione che prima di essere effettuata, dovrebbe necessitare di riflessione: perchè non tentare la coppia Jovetic-Kalinic? Potrebbe anche funzionare e magari, potrebbe essere la vera sorpresa di questo campionato.
MASSIMILIANO GRANATO

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  News mercato Fiorentina, l'esperto di mercato Paganini: "Duello Piatek-Milik per l'attacco"