Alla Sampdoria arriva Pradè, l’uomo dei grandi colpi di mercato

Pubblicato il autore: marco benvenuto Segui

Pradè
Daniele Pradè
è il nuovo responsabile dell’area tecnica della Sampdoria: tanto se ne parlò, che doveva accadere. Pradè, oggi, ha già preso contatto con la squadra al campo di allenamento di Bogliasco in una settimana rovente per i colori blucerchiati, in vista della stracittadina di sabato.
Romano dell’Aventino, classe 1967, Daniele Pradè fa passare un po’ di tempo prima di approdare in giallorosso: lo farà nel 2000, passando prima per Fano, Ferentino, Teramo, Frosinone e Terni.Ritorna a casa, chiamato dalla famiglia Sensi, per studiare da direttore generale, prima sotto Lucchesi e poi con Franco Baldini. Squadra di fenomeni, quella guidata da Fabio Capello, che vince lo scudetto nel 2001: Pradè, in pratica, osserva. Stagione 2004, Baldini e Capello tolgono le tende e Pradé assume la carica di diesse. Dei fasti del passato neppure l’ombra, ma lui si specializza nel portare a casa vantaggiosi contratti a “parametro zero”: Taddei, Doni, Tonetto, Riise tanto per dirne alcuni . Conclude gli acquisti di Vucinic, Burdisso e Pizarro ma anche la lista degli errori è lunga con Cicinho, Menez, Julio Baptista in cima alla lista. Un particolare che potrebbe aver attratto Massimo Ferrero è che Pradè si dimostra molto abile quando si tratta di vendere e, in quegli anni, le cessioni di Chivu, Mancini, Aquilani e Mido portano svariate decine di milioni alle casse sociali. Intanto Pradè coltiva importanti amicizie con esponenti di spicco dello sport, il presidente del Coni Malagò è un suo amico, ma anche con procuratori che vanno per la maggiore in questo momento.
Troppi secondi posti, saranno sei alla fine, gli regalano il nome di “Perdè“. Nel 2007 finisce anche in un’intercettazione di Calciopoli, publicata da Repubblica, dove parla di mercato con Franco Zavaglia, braccio operativo della Gea di Moggi, ma nulla emerge a suo carico. Non  succede nulla e il suo rapporto con la Roma si concluderà nel 2011. E’ lui che porta Adriano nella capitale : la Roma, però, finisce fuori da tutto.
L’arrivo degli americani in giallorosso lo vede fuori dai giochi: Tom Di Benedetto vuole altri: Walter Sabatini e poi Franco Baldini, per Pradé solo un ruolo defilato. Dura poco e arrivano le dimissioni.
PradèLo chiamano i Della valle e il futuro assume le sembianze di  Montella. ma il presente è Guerini in panchina al posto di Delio Rossi  che si era azzuffatto con Liajic: la squadra  si salva alla penultima giornata, resta un cumulo di macerie su cui ricostruire. E deve farlo lui, Daniele Pradé, che ancora una volta deve operare nel ruolo di direttore sportivo, a diretto contatto con il mercato. E l’accoppiata Della Valle – Pradé ha già scelto su chi puntare: c’è da strappare al Catania Vincenzo Montella e i  due che già si erano conosciuti nella Capitale.
All’ inizio dell’avventura Pradé vende tutto il vendibile e partono nomi come Gamberini,. De Silvestri, Montolivo , Amauri. Viene trattenuto Jovetic ma adesso la palla passa alla famiglia che deve mettere in mano a Pradé molto denaro: e lo fa.
Tra gli altri arriva a Firenze Emiliano Viviano tra i pali ma anche Roncaglia,Cassani, Matì Fernandez e viene strappato al Liverpool Aquilani. Ma non basta perchè alla lista si aggiunge Pizarro ed un giovane sconosciuto ma che farà strabiliare: Cuadrado. Insieme arrivano Gonzalo Rodriguez e Borja Valero  insieme a Savic. In ultimo ma non ultimo, Pradè porterà a Firenze a prezzo di realizzo (10 milioni contro i 30 richiesti ) Pepito Rossi: il mercato per questo gli tributa grandi onori anche  perché quadra i conti con la cessione di Nastasic al City di Mancini che sgancia oltre 20 milioni di euro.
L’anno successivo porta a Firenze Mario Gomez per 15 milioni dal Bayern di Monaco ma vende Jovetic al City per 26  e Ljajic alla Roma per 11 milioni di euro.
La campagna acquisti del 2014 è quella che vede arrivare a Firenze Basanta, Tatarusanu e Kurtic, tra gli altri, ma che a gennaio vede partire nell’operazione con il Chelsea Salah e Cuadrado compensati da Diamanti e Gilardino.
L’ultima campagna acquisti  è più ombre che luci con Suarez, Astori , Gilberto certamente ma anche con mosse poco redditizie come quelle di Tino Costa o Kone ma anche poco convincenti come quella di Zarate.
Poi la storia finisce e si riapre un capitolo nuovo per lui alla pagina Samp.

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