Milan, Honda critica i tifosi rossoneri. E nel suo futuro c’è l’America o la Cina

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

Keisuke HondaSparito completamente dai radar della Serie A. Il milanista Keisuke Honda sta faticando parecchio a ritagliarsi uno spazio all’interno dello scacchiere rossonero predisposto dal tecnico Vincenzo Montella ed ha collezionato, in questo avvio di stagione, soltanto due presenze per un totale di 18 minuti giocati. Troppo pochi per un giocatore che nella prima parte della scorsa stagione sembrava essere definitivamente esploso. Il futuro del giapponese è un vero e proprio rebus tra scadenza del contratto, voglia di rimanere a Milano e sirene americane e  cinesi che lo affascinano.
Il contratto di Honda scadrà il prossimo giugno ma ancora non è stato allertato dalla società per discutere il rinnovo. Toccherà alla nuova proprietà cinese decidere sul futuro del giocatore ed  esprimere il proprio parere nei confronti della permanenza del giocatore al Milan e soltanto successivamente si potrà parlare di rinnovo del contratto. Honda, da parte sua, avrebbe come prima opzione proprio quella di restare a Milano nonostante lo scarso impiego concessogli da Montella in questa stagione. Nel caso in cui le strade di Honda e del Milan si separeranno il giocatore sarà libero di accordarsi con qualunque squadra a partire dal prossimo primo febbraio.  Le destinazioni, ad oggi, più probabili per il centrocampista giapponese sono quelle della Major League Soccer americana e del campionato cinese. La Chinese Super League negli ultimi anni è stato approdo di numerosi campioni ed anche Honda potrebbe essere allettato dall’idea di approdare in Cina. Intanto dal Giappone lo stesso giocatore del Milan ha criticato l’atteggiamento dei tifosi rossoneri nei confronti della squadra, confermando come probabilmente l’amore tra i sostenitore del Milan e lo stesso giocatore non sia mai del tutto nato.

Leggi anche:  Fiorentina, all-in su Piatek per gennaio

Le dichiarazioni di Honda sui tifosi del Milan

“In Giappone i tifosi non fischiano mai la propria squadra, mentre a Milano ne sento fin troppi . I nostri tifosi ci fischiano sempre quando le cose vanno male, così non ci fanno sentire il loro amore – ammette il calciatore -. Non basta sostenerci solo quando vinciamo. Nel campionato italiano contano solamente i risultati. Questa ossessione per la vittoria porta pressione e la si può sopportare solo con il talento”.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: