Milan Inter, si programma il futuro: i cinesi vogliono il made in Italy

Pubblicato il autore: Alessandro Basta Segui

milan

Dopo tanti anni difficili, Milan e Inter stanno cercando di uscire da un lungo periodo senza vittorie tramite nuove società e nuove strategie di gestioni e sul calciomercato. L’Inter è ormai di Suning che sta cercando di orientare al meglio la sua potenza economica per tamponare le falle nella società nerazzurra con alterni risultati, il Milan diventerà  a breve cinese, salutando (definitivamente?) Silvio Berlusconi dopo 20 anni ricchi di vittorie in Italia e soprattutto internazionali. E’ il momento di cambiare, ma anche di ritrovare certezze, a prescindere dalle nuove proprietà e dalle dirigenze, e  l’input sembra chiaro: ridare Milano a gruppi forti italiani, possibilmente a giovani calciatori sfornati nel proprio settore giovanile.

Milan Inter, i rossoneri a spintoni verso il made in Italy. Pazienza e talento le parole d’ordine

Negli ultimi due anni, dopo alcune disastrose stagioni e l’atavica mancanza di risultati, il Milan ha decisamente cambiato rotta almeno per quanto riguarda la gestione economica e dirigenziale. In assenza di grandi fondi da spendere nel calciomercato, i rossoneri hanno deciso, in maniera chiara e nitida, di puntare tutto sul proprio settore giovanile. Prima è stato il turno di De Sciglio e Cristante: il terzino, appena esploso, sembrava la reincarnazione di Paolo Maldini. Il campo, dopo qualche tempo, ha poi etichettato quest’affermazione come blasfema e restituito un calciatore con tanti limiti, ma anche un potenziale mostruoso. Alterna chiusure ottime ad errori banali, ma se crescerà nelle due fasi e soprattutto in continuità, considerando la grande duttilità sia a destra che sinistra, il Milan si ritroverà un titolare fondamentale, ancor di più in Nazionale. Discorso diverso per Cristante: i rossoneri hanno ceduto di fronte alla ricca offerta del Benfica e alla fine hanno avuto ragione, anche se a Pescara sta cercando la giusta dimensione per esplodere. Poi è stato il turno di Calabria, prima di Donnarumma e Locatelli. Il terzino sembrava ripercorrere il percorso di De Sciglio: buona capacità di spinta e grande grinta che, però, non inficia le qualità tecniche e di spinta. Anche in questo caso, come per molti giovani, bisognerà avere pazienza: la continuità arriverà con l’esperienza. Discorso diverso per Donnarumma e Locatelli: il talento in questi due ragazzi sembra evidente e cristallino. Il portiere, ormai da un anno, è diventato assoluto padrone della porta rossonera e nonostante la giovanissima età, raramente si ricordano errori evidenti, solo tante parate straordinarie. Locatelli sembra essere l’antidoto di Montella ad un centrocampo avaro di qualità in impostazione. Seppur giovanissimo, il centrocampista ha dimostrato di emergere in situazioni di difficoltà: tanta qualità e zero rischi, uniti ad un tiro pazzesco e la capacità di essere decisivo fin da subito. Il futuro è loro.

Milan Inter, Candreva e Eder sono solo l’inizio. Inter made in Italy?

E mentre l’Inter cerca di uscire da un periodo difficile sul campo, la nuova dirigenza ha espresso fin da subito la volontà di andare controcorrente rispetto alla recente storia nerazzurra. Meno stranieri di bassa qualità e i rischi esotici lasceranno spazio, con ogni probabilità, a talenti nostrani. I migliori per volontà della nuova proprietà. E’ così che gli arrivi di Eder prima e Candreva poi vanno inquadrati in questo nuovo sistema: vincerà il made in Italy. Da Berardi a Bernardeschi, passando per Verratti, ma non solo grandi nomi. Anche per puntellare la difesa, ci sarà bisogno di acquistare italiani in grado di portare il salto di qualità: Darmian e Acerbi sembrano priorità per blindare un reparto, ad oggi, fortemente negativo.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: ,