L’ultima rivelazione di Mino Raiola sul trasferimento di Paul Pogba al Manchester City

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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Anche questa volta Mino Raiola è riuscito a conquistare l’attenzione dei mezzi di cronaca sportiva. Il procuratore, forse più famoso al mondo, ha dichiarato che il cartellino di Paul Pogba non era di completa proprietà della Juventus. Di seguito le dichiarazioni di Raiola rilasciate una decina di giorni fa al Finacial Time, ma finite sotto i riflettori attraverso Twitter.

LA DECISIONE DI TORNARE AL MANCHESTER UNITED
“Dissi a Paul che doveva andare in una società che lo volesse fortemente, e avesse bisogno di lui. Poteva scegliere, ma al Real sarebbe stato solo un ‘giocatore trofeo’. Il Barcellona ha già i suoi top player, ed il Manchester ci lavorava su già da due anni. Mourinho lo conosco sin dai tempi dell’Inter, anche se non andavamo proprio d’accordo. Ma è una persona intelligente”.

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LA RIVELAZIONE DI RAIOLA
“Non posso parlare nei dettagli del contratto, ma in un trasferimento come questo ovviamente non sono solo i due club che ci guadagnano. Il mio compenso da parte della Juventus? Non nel modo in cui si pensa. Ho ricevuto soldi dalla Juve? Devo capire bene come pronunciare questa frase in modo che la Juventus non possa portarmi in tribunale. Diciamo che in questo accordo la Juventus non era l’unica a possedere i diritti del giocatore. TPO (Third part ownership, ossia fondi di investimento ricollegati a procuratori o familiari del giocatore)? Quando formalizzammo il passaggio di Pogba alla Juve non erano ancora vietate, cosa che avvenne solo dopo, nel 2015. Non sempre, ma qualche volta prima del divieto, detenevo parte del cartellino di alcuni giocatori. Per Pogba però non era una TPO, dobbiamo stare nel definirli legalmente: in questo caso c’era un surplus per la nostra parte, ovvero quella del calciatore.

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