Il problema dei talenti italiani

Pubblicato il autore: Bitto Alessandro Segui

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Non è ancora stato annunciato ufficialmente ed è già un colpo che divide le masse. Infatti c’è già chi sostiene che Gagliardini sia un ottimo acquisto per il centrocampo interista del presente e per quello del futuro e chi pensa che sia stato pagato oltre il suo reale valore e non sia maturo abbastanza per far fare il salto di qualità alla manovra nerazzurra. Se da una parte è vero che il talento classe ’94 sia stato pagato come un grande giocatore nonostante non abbia ancora completato una stagione ad alti livelli, è anche vero che coloro i quali criticano l’operazione sia per costi che per qualità sono gli stessi che si lamentano ad ogni evento per lo scarso utilizzo di prospetti giovani e italiani da parte delle società italiane. Il problema si trova proprio alla base. Tutti noi siamo bravi a spingere le squadre nostrane ad investire sui giovani italiani, ma quando una di queste passa all’atto pratico siamo noi a non credere nei nostri giovani. I cinesi proprietari dell’Inter, senza battere ciglio, hanno messo sul tavolo dell’Atalanta 25 milioni più bonus, dimostrando, Juve a parte, di avere più coraggio dei dirigenti italiani. Una grossa cifra per un giocatore che probabilmente sarà il centrocampista titolare della nazionale italiana e dell’Inter negli anni a venire. Un’operazione di mercato che non si vedeva da tanto tempo. La Juve, infatti, compra i migliori giovani in circolazione per poi utilizzarli come pedine di scambio negli affari con le piccole realtà del nostro campionato o li presta. Chapeau per quanto riguarda la strategia, ma solo Caldara e Sturaro dovrebbero effettivamente costituire l’ossatura della Juventus del futuro, quando non ci sarà più la cosiddetta BBC. Il Milan, invece, i giovani se li sta allevando nel proprio orticello, senza poter comprare i migliori prodotti degli altri settori giovanili. Ora non può, ma sembra che Mirabelli stia preparando un mercato fondato sull’acquisto di giocatori giovani, ma non italiani. I nomj che vengono fatti sono quelli dei laziali De Vrij e, soprattutto, Keita Baldè Diao. D’altra parte, però, l’ultimo acquisto paragonabile a quello di Gagliardini è stato effettuato proprio dai rossoneri lo scorso anno con Romagnoli, pagandolo la stessa cifra. Prima ancora, nel 2011, Berlusconi sborsò una quindicina di milioni di euro per assicurarsi il miglior calciatore della Serie B della stagione precedente, vale a dire El Shaarawy. Di lì a poco al faraone venne affidato il posto da titolare e lui, nonostante la giovane età, fu il trascinatore di quel Milan. Simbolo che l’Italia non sia priva di talenti, perché quest’ultimi, se messi in condizione, dimostrano tutto il loro reale valore. Se scaviamo nel passato un altro esempio di giovane italiano che venne comprato direttamente dalla Serie B da una big italiana e gli fu data fiducia, con le dovute differenze dagli esempi precedenti, fu Del Piero. Storie di altri tempi, tempi in cui l’Italia era fucina dei più grandi talenti, ma erano anche i tempi in cui si investiva tanto nel prodotto made in Italy, basti pensare alle valutazioni di Vieri, Cannavaro e Nesta. Ecco, bisognerebbe emulare quei tempi, invece siamo qui a lamentarci.

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