Inter, questo mercato invernale è uno dei più “spendaccioni” degli ultimi 5 anni

Pubblicato il autore: Maurizio Ribechini Segui

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In attesa dei possibili ultimi colpi di mercato della prossima settimana, l’ultima di trattative, l’Inter in questa sessione invernale ha finora di fatto ufficializzato solo l’arrivo del centrocampista Roberto Gagliardini, un’operazione costata finora 2 milioni per il prestito ma con altri 20 che saranno sborsati per il riscatto obbligatorio fra pochi mesi, per un totale quindi di 22 milioni. Sul piano delle cessioni se ne sono invece andati Felipe Melo al Palmeiras e Stevan Jovetic al Siviglia in prestito con diritto di riscatto.

Ma vediamo come si erano comportati i nerazzurri in occasione del mercato di riparazione invernale nel corso degli ultimi cinque anni, in modo da fare un confronto su quale sia stata stagione nella quale l’Inter fatto maggiori investimenti nel mese di gennaio.

Andiamo indietro di un anno, al gennaio 2016, per notare che l’Inter aveva tesserato in prestito biennale con diritto di riscatto condizionato Eder dalla Sampdoria. In uscita invece vi innanzitutto la cessione di Fredy Guarin per 13 milioni allo Shanghai, mentre non videro introiti i prestiti di Ranocchia e Dodò alla Sampdoria e la rescissione di Vidic. Insomma lo scorso anno il mercato invernale dell’Inter fruttò un surplus finanziario di ben 13 milioni.

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Due anni fa, ovvero nel gennaio 2015, i nerazzurri fecero una campagna di riparazione decisamente più importante: arrivarono Shaquiri dal Bayern Monaco (con la formula del prestito e l’obbligo del riscatto a giugno, venendo pagato 15 milioni), Brozovic dalla Dinamo Zagabria per 8 milioni complessivi, Davide Santon per 3,8 milioni (pagati nel giugno seguente) dal Newcastle e Podolski dall’Arsenal in prestito per 600 mila euro. In uscita Mbaye al Bologna in prestito oneroso per 500 mila euro (più 2,75 milioni a giugno per il riscatto), Alvaro Pereira all’Estudiantes per 3 milioni, Laxalt al Genoa per 500 mila euro (più 3 milioni a giugno per il riscatto), Khrin in prestito al Cordoba per 500 mila euro, il giovanè Baldè in prestito al Cardiff per 200 mila euro e Osvaldo in prestito gratuito al Boca Junior. Complessivamente 27,4 milioni di uscite per 10,45 milioni: il saldo dice quindi le spese furono superiori agli incassi di circa 17 milioni di euro.

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Nella stagione precedente, ovvero nel gennaio 2014, l’Inter vide l’arrivo di Hernanes dalla Lazio per 20 milioni e quello di D’Ambrosio per Torino per 1,75 milioni. In uscita Alvaro Pereira al San Paolo e Chivu che rescisse per poi ritirarsi dal calcio. Complessivamente il saldo dice: spese superiori agli incassi di 21,75 milioni.

Nel gennaio 2013 i nerazzurri avevano invece sborsato 11 milioni di euro per ingaggiare Kovacic dalla Dinamo Zagabria, altri 3,5 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni di Schelotto dall’Atalanta, poi 1,2 milioni per Kuzmanovic dallo Stoccarda, 1 milione per la compartecipazione di Benassi dal Modena, 500 mila euro per avere Rocchi dalla Lazio e 250 euro per il prestito di Carrizo sempre dai biancocelesti capitolini. In uscita vi furono due operazioni importanti, come Coutinho al Liverpool per 10 milioni e Sneijder al Galatasaray per 7 milioni. Complessivamente 17,45 milioni di spesa e 17 milioni di entrate, per un saldo che dice: spese superiori agli incassi di appena 450 mila euro euro.

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Insomma negli ultimi cinque anni il mercato di riparazione più spendaccione dei nerazzurri fu quello della stagione 2014-2015 quando le uscite furono di 27,4 milioni anche se le cessioni portarono a un saldo negativo di “soli” 17 milioni. L’unico anno in cui vi è stato un attivo fu lo scorso, quando il saldo fu positivo di 13 milioni. Guardando solo ai saldi (al momento) quello di quest’anno è invece il calciomercato nel quale l’Inter ha avuto un passivo più alto, di appunto 22 milioni (anche se formalmente 20 saranno spesi a giugno), sempre che gli ultimi giorni di trattative non ci riservino delle nuove sorprese…

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