Inter, il vero problema delle cessioni

Pubblicato il autore: Bitto Alessandro Segui

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Il mercato è iniziato da poco, ma l’Inter è già molto attiva. I diktat nerazzurri per questo mercato di riparazione sono due: sfoltire la rosa e comprare un regista. Il ds Piero Ausilio è atteso da un complicato lavoro di autofinanziamento come ai tempi di Thohir. Stavolta, però, Ausilio sa che i suoi “miracoli” verrebbero premiati con un rinnovo di contratto a cifre superiori e con la possibilità di divertirsi la prossima estate, avendo una potenza economica illimitata. Tuttavia la lista dei partenti è lunga, cominciando già dai portieri con Carrizo pronto a tornare in patria.
Capitolo difesa. L’obiettivo è quello di vendere almeno un terzino per poterne acquistare uno adatto a giocare ad alti livelli. Nagatomo è apprezzato in Premier, dove il Sunderland è pronto ad accoglierlo.  Miangue e Yao dovrebbero passare i prossimi mesi in una squadra che permetta loro di giocare con continuità. Discorso diverso, invece, per Santon e Andreolli, due che l’Inter venderebbe volentieri, ma è bloccata dalle regole delle liste di Serie A. Le liste impongono da questa stagione la presenza di almeno 4 giocatori cresciuti nel vivaio del club. Alla fine della sessione estiva, infatti, l’Inter, compilando le liste di Serie A, nella casella ” giocatori provenienti dal settore giovanile” ha scritto i nomi degli stessi Andreolli, Santon, Biabiany oltre al terzo portiere, l’ex Lazio Berni. Dunque difficilmente si assisterà ad una cessione dei due difensori, così come Biabiany. Certo, la soluzione per non incappare in una irregolarità sarebbe quella di sostituirli con altri giocatori che hanno indossato la maglia nerazzurra nel percorso verso il professionismo, ma è difficile reperire giocatori che, una volta fuori dal vivaio, siano diventati davvero giocatori “da Inter”. Forse gli unici che non sfigurerebbero in questa rosa sarebbero gli arcinoti prodotti nerazzurri, Balotelli e Destro, ma arriverebbero per fare da vice Icardi, ruolo che Pioli sembra voler dare, giustamente, al classe ’99 Pinamonti. Diversa, invece, la situazione nella casella riguardante i giocatori provenienti dal vivaio di altri club italiani dove figurano i nomi di capitan Icardi, D’Ambrosio, Eder, Candreva, Ranocchia e Jovetic. Anche se gli ultimi due partissero i nerazzurri sarebbero ancor più coperti se arrivassero Gagliardini, prodotto di un vivaio nerazzurro. Ranocchia, appunto,è voluto da Palermo e, soprattutto, Sassuolo, nel caso in cui Acerbi dovesse partire direzione Leicester, ma non si esclude una convivenza dei due difensori italiani.
A centrocampo Felipe Melo ha già lasciato Appiano Gentile per tornare in Brasile, al Palmeiras. Ormai manca solo l’annuncio ufficiale. Il suo posto verrà preso da Gagliardini, che arriverà lunedì. Nella zona nevralgica al passo d’addio c’è anche Gnoukouri, che sembra aver perso la personalità mostrata nelle sue prime apparizioni ormai due stagioni fa. L’ex primavera potrebbe partire in prestito (Crotone in pole), ma non si disdegna una cessione a titolo definitivo con plusvalenza annessa. Banega, infine, partirà solo se arriverà un’offerta di 25/30 milioni dalla Cina.
In attacco Palacio interessa ai suoi vecchi amori calcistici, il Genoa e Gasperini, ma lui vuole rispettare il contratto in scadenza. Chi svuoterà presto il suo armadietto è Stevan Jovetic, che è vicino al Siviglia di Sampaoli.

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