Moratti racconta Mourinho: “L’allenatore che mi ha chiesto meno giocatori”

Pubblicato il autore: Morgana Corti Segui

Della “storia d’amore” tra l’Inter e José Mourinho si conosce già molto, lui è l’uomo del Triplete, quello che ha riportato sul tetto più alto d’Europa i colori neroazzurri. Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter è stato intervistato da France Football proprio in occasione di un reportage che stanno conducendo sull’allenatore portoghese, che ora allena in Premier League al Manchester United.
L’avevo trovato affascinante durante una conferenza stampa quando era ancora al Porto, è un personaggio che stimola la curiosità e quella conferenza stimolò in me un forte interesse, è stato questo il mio primo rapporto con lui”. Ricordiamo che Mourinho arrivò nella stagione 2008/2009 dopo l’esonero di Roberto Mancini ( che aveva perso in Champions League contro il Liverpool), i primi contatti tra lui e Massimo Moratti arrivarono a fine marzo dopo la sconfitta contro la Juventus e la firma di un preaccordo, da riformulare a fine maggio . Moratti ha poi continuato dicendo che “Quando arrivò all’Inter mi resi conto di avere di fronte un grandissimo professionista, penso il più grande che abbia incontrato durante i miei 20 anni di presidenza. In ogni cosa che fa ci mette tutto l’impegno e l’ingegno del mondo, un esempio sono le sue molteplici dichiarazioni: che sono sempre rilasciate al fine di trarre più benefici possibili da esse“.
La storia tra l’Inter e Mourinho è durata due anni, in cui sono arrivati numerosi trofei : La Supercoppa nel 2008,il 17° scudetto nel 2009, mentre nella stagione 2009-2010 ha vinto il campionato, la Coppa Italia e la Champions League.

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Il presidente onorario dell’Inter ha poi continuato a raccontare alcuni retroscena degli anni dello Special One all’Inter.” Nonostante sia rimasto solamente due stagioni da noi, penso di poter affermare con sicurezza che Josè ha reincarnato perfettamente l’animo interista, come aveva fatto 50 anni prima Helenio Herrera. Ha saputo legare in maniera incredibile con la tifoseria, trascinandola verso i successi che ha avuto.”
Moratti lo ricorda con grande affetto e rivela che non era un’allenatore che pretendeva tanti giocatori ” Appena arrivato volle fortemente Quaresma, è stato l’allenatore che mi ha chiesto meno giocatori di tutti, l’unico su cui insistette fu proprio il portoghese. Era fortemente convinto che potesse cambiare l’assetto della squadra, poi è andata come è andata e da lì i giocatori che voleva li concordava con l’area tecnica senza fare nessuna pressione su di me, ed è una cosa che ho apprezzato tantissimo.”
Mourinho ha cambiato e ha ridato gioia ai tifosi nerazzurri, ha esultato, ha urlato con loro e la conquista dell’accesso alla finale di Madrid in casa del Barcellona è la dimostrazione di quanto l’allenatore portoghese abbia lavorato sulle “teste” dei giocatori che aveva, per dargli fiducia e per dimostrare che potevano farcela anche contro i cosiddetti marziani catalani. Poi si sa com’è andata a finire, a Madrid nel tempio del Calcio contro il Bayern Monaco un certo Principe ha portato la sua squadra a vincere quella coppa dalle orecchie giganti tanto attesa a Milano, ma quella notte è stata anche una notte di addi e Moratti la ricorda così ” La partenza per Madrid dopo la vittoria della Champions è stata dura, ma già il primo anno che era da noi il club spagnolo lo voleva portare via. Io gli dissi che se avesse voluto andarsene era libero di farlo, ma lui non la prese bene… La sua partenza ci ha lasciato in dono comunque un Triplete ed è una cosa grandiosa”.

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