Focus tattico, Juventus: ora la forza sarà in attacco. Ma serve un centrocampista

Pubblicato il autore: Davide Martini Segui

Max Allegri ha in testa la nuova Juve

Si dice che la costruzione di una squadra cominci dal centrocampo, il famoso reparto che tutto muove: protegge la difesa, ispira l’attacco e garantisce reti attraverso i giusti inserimenti, oltre che tanta corsa. Un altro partito, non necessariamente la scuola italiana (non dimentichiamo che pure i tedeschi hanno usato il libero per una trentina d’anni…) sostiene che bisogna cominciare dalla difesa: a tre o a quattro, davanti al portiere servono marcatori arcigni o comunque giocatori intelligenti e concentrati, perché il primo requisito di un difensore è proprio quello. Essere concentrato dal primo all’ultimo minuto, altrimenti il tuo attaccante ti fulmina.

Più di recente si parla, anzi si è tornato a parlare, della necessità di avere difensori dai piedi buoni, che sappiano impostare l’azione con la tecnica di un centrocampista, nel breve, ma soprattutto nel lungo. Una moda di ritorno dopo l’invasione delle linee a tre, così da Bonucci all’adattato Busquets, si sprecano gli esempi di chi davanti al proprio portiere si trasforma in regista. Ciò però che non bisogna dimenticare è che, a Barcellona e non solo, sanno bene che per vincere in campo internazionale, magari dando spettacolo, per costruire una squadra occorre partire dall’attacco.

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La prima linea, quella che garantisce gol e pure assist, a seconda della qualità e del numero dei giocatori impiegati. Questo è stato il punto di partenza della Juventus 4.0 di Massimiliano Allegri. La Champions è volata via, oltre che per il mistero dello spogliatoio, anche perché la coperta era corta da gennaio, anzi cortissima: il cambio di modulo con 4 attaccanti insieme contemporaneamente ha tolto al tecnico livornese alternative a gara in corsa nel 4-2-3-1, ancora più preziose in Europa dove si gioca su ritmi più alti e, più di qualche volta, la Juve non ha il controllo del gioco, quindi servono idee fresche e energie per ribaltare il campo. Da qui nacque l’idea di trasformare Dani Alves in un esterno alto, rivelatasi geniale anche perché ha dato la possibilità di tenersi Cuadrado di riserva, ma che non si sarebbe potuta ripetere quand’anche il brasiliano non avesse fatto le bizze.

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E allora ecco che l’estate 2017 sarà ricordata come quella dell’esplosione bianconera in attacco. Due acquisti già effettuati, Douglas Costa e Bernardeschi, e un terzo, quello di Patrik Schick, saltato o forse, chissà, soltanto rinviato. Non è il caso di indagare sui motivi che hanno spinto i campioni d’Italia a rinunciare, al momento, all’attaccante ceco, di sicuro si può dire che la prima linea 2017-2018 della Juve sarà una delle più forti di sempre a livello tecnico e delle più complete a livello di alternative. Inutile pensare ai vecchi tempi o fare paragoni con i tempi di Boniperti alle spalle di Charles e Sivori, di Boniek. Rossi e Platini o di Del Piero, Vialli e Ravanelli.

Ogni era ha il proprio calcio e soprattutto giocatori adatti ad interpretarlo, così Allegri potrà davvero sbizzarrirsi là davanti, anche cambiando modulo a gara in corsa. Il roster è completo con la teorica linea titolare formata da Douglas Costa, Dybala e Bernardeschi alle spalle di Higuain, ma le alternative si chiamano Cuadrado e Mandzukic, adattabili rispettivamente come vice Douglas il colombiano, come vice Berna e vice Higuain il croato. Senza pensare che lo stesso ex fiorentino potrebbe agire al centro al posto della Joya con Super Mario a sinistra o al limite da falso centravanti in sostituzione dello stesso Pipita per non rinunciare alla fisicità di Mandzukic a sinistra.

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E che dire della possibilità di schierare a destra Dybala, magari scambiandolo con Douglas Costa, o ancora di passare a un 4-3-3 con un centrocampista in più, nella fattispecie Khedira da unire a Pjanic e al mister X che porterà il mercato, tenendosi in panchina un’altra “arma impropria” in attacco o ancora di schierare Bernardeschi alle spalle di Higuain e Dybala?

Gli incastri sono infiniti, la soluzione solo una: si può provare a vincere anche senza il difensore che imposta. Questa è la sfida della nuova Juventus.

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