Focus tattico, Milan: mercato super, ma l’attacco ha bisogno di certezze

Pubblicato il autore: Davide Martini Segui
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Vincenzo Montella e Marco Fassone pensano al nuovo Milan

Il Milan si è fermato a 10. Ma studia di arrivare a 12. Il famoso 13 che un tempo rendeva felici gli italiani attraverso il Totocalcio forse non arriverà perché, incredibile ma vero a pensarlo adesso, pure il pozzo delle risorse dei rossoneri ha un limite. Però a un mese dall’inizio del campionato, i tifosi rossoneri e Vincenzo Montella possono aspettarsi, anzi devono, altri due rinforzi. Forse entrambi nel reparto di attacco.

O forse no, perché a ben pensarci il super-organico del Milan è ritoccabile in più reparti. Forse pure la porta, dove la scelta (necessità?) di puntare su Antonio Donnarumma come vice Gigio rischia di scoprire la squadra di un’alternativa all’altezza, visto l’ampio gap tra titolare e riserva e la scarsa esperienza del fratello maggiore del numero 99. Per non parlare della difesa, dove l’innesto di Leonardo Bonucci ha di fatto imposto a Montella il passaggio al 3-5-2 come modulo base, con Musacchio e Romagnoli ai lati dell’ex juventino, ma dove le alternative sono poche: a conti fatti il solo Gustavo Gomez, visto che Gabriel Paletta è fortemente candidato alla cessione. Da qui la possibile alternativa del 4-3-3, con lo stesso Romagnoli in panchina o confinato sulla sinistra in uno schieramento più bloccato da quella parte, considerando le difficoltà di Conti e Rodriguez, che danno il meglio dal centrocampo in su, a fare i terzini.

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Pure a centrocampo però manca qualcosa, in particolare sul centrosinistra, dove immaginando sempre lo schieramento a tre, con Biglia in regia e Kessié sul centrodestra, dalla parte opposta si potrebbe sentire l’assenza di un interno di ruolo, quindi con caratteristiche meno offensive rispetto a Calhanoglu, teorico titolare di uno schieramento che potrebbe anche trasformarsi in un 3-4-1-2 sia con la presenza del turco alle spalle di due attaccanti che con quella di Jack Bonaventura, destinato a diventare un’alternativa di lusso al turco-tedesco rispetto al quale ha caratteristiche molto simili.

Già, ma chi saranno le due punte? Come detto in apertura, qui si concentreranno gli ultimi sforzi estivi di Fassone e Mirabelli, consapevoli del fatto che la casa è stata arredata in modo eccezionale, ma pure che manca qualcosa di molto importante affinché si trasformi in una reggia. Appunto un attaccante, meglio se due, per completare un parco punte che oggi si compone di André Silva, di Carlos Bacca e volendo di Suso, destinato a trasformarsi in seconda punta proprio in virtù del cambio di modulo, almeno in riferimento all’assetto-base, che ha imposto il taglio degli esterni alti.

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Sfumato il sogno di imbarcare uno tra Aubameyang e Morata, rispettivamente blindati dal Borussia Dortmund, risentito con il Milan per l’aver citato in pubblico i propri obiettivi e volato al Chelsea per la modica cifra di 70 milioni, comunque alla portata di questo Milan, costretto però ad arrendersi di fronte al no dello spagnolo a indossare una maglia diversa da quella della Juventus in Italia, la lista è ristretta a Andrea Belotti e Nikola Kalinic, divisi da situazioni molto diverse con i propri club, ma uniti dal sogno di entrare a far parte di un top team in costruzione.

Acquistarli entrambi è difficile, quasi impossibile. Eppure, il piano del Milan per rendere indimenticabile quest’estate, superiore per spese fatte anche alla prima dell’era Berlusconi (ma le cifre sono imparagonabili con quelle di oggi), è questo. Il budget c’è, grazie a un’apertura di credito di Han Li, ora bisognerà andare di strategia, ovvero ricucire il feeling con il Toro, anch’esso indispettito per la pubblicità data all’obiettivo Belotti, magari scendere a Canossa per Paletta e aumentare il cash, e semplicemente sfruttare il canale aperto dallo stesso Kalinic, che ha ribadito più volte la rottura con la Fiorentina, solo per voler andare al Milan.

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Con altre due stelle a disposizione Montella potrebbe scegliere tra quattro punte di livello assoluto, Suso compreso, oltre che compatibili tecnicamente. L’unico rimpianto a quel punto sarebbe non avere subito la Champions, perché in Europa League, almeno fino alle battute finali, non vorrà giocarci nessuno…

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