Hector Moreno si presenta: «Roma è la sfida più importante della mia carriera»

Pubblicato il autore: Andrea Alampi Segui

Conferenza stampa di presentazione per il messicano Hector Moreno, classe 1988, primo acquisto dell’era Ramon Monchi. Il difensore centrale arrivato a sorpresa dagli olandesi del PSV Eindhoven per un corrispettivo di 5,7 milioni di euro. Di seguito alcuni dei passaggi più significativi della conferenza a partire delle primissime parole: «Sono felice di giocare in una grande squadra come la Roma e di poter condividere lo spogliatoio con compagni così importanti. Sto cercando ambientarmi il prima possibile per raggiungere la migliore intesa con giocatori e staff. Mi trovo bene con tutti, non solo con i miei compagni di reparto».

Sul suo possibile impiego in campo, il messicano spiega: «Sto cercando di capire la filosofia del mister, sono contento di giocare, che sia da terzino o da centrale. Quello del centrale è un ruolo che ho ricoperto più spesso ma se il mister riterrà diversamente sono pronto a giocare anche come terzino».

A chi gli chiede perché il capitano della Nazionale messicana sia arrivato così tardi in un top club risponde: «Non saprei rispondere, personalmente son una persona religiosa che ritiene che le cose succedano quando devono succede, al momento giusto. […] Se qualcuno è scettico, spero di fargli cambiare idea e di conquistare la stessa fiducia che hanno in me il club e l’allenatore».

Da capitano a capitano, su Daniele De Rossi dice: Il difensore messicano, quindi riferisce di essere rimasto impressionato dalla personalità di Daniele De Rossi: «Già lo conoscevo perché l’ho seguito con la Roma e la Nazionale italiana. So quello che rappresenta per questa squadra. E’ un calciatore esperto con un percorso molto importante. Ma è sempre lì a lavorare sodo, prova ad aiutare i compagni e cerca sempre di migliorarsi. Da questo punto di vista è un esempio da seguire».

Sulla nuova sfida che lo attende conclude: «E’ la più importante per me. Sono contento e sono consapevole della responsabilità. Mi sento rappresentante dei giocatori messicani in Italia, sono sicuro che facendo bene, la gente ma anche i dirigenti inizieranno a guardare con occhi diversi al calcio messicano ritenendo opportuno anche un investimento».

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