Calciomercato Torino, a tutta su Niang. Belotti-Monaco: la verità

Pubblicato il autore: Benedicta Felice Segui
Milan Niang

Mbaye Niang vuole il Torino

Neymar, Kylian Mbappé e… una maglia granata. Cosa c’entra il Torino con i due trasferimenti più costosi della storia del calcio, incredibilmente avvenuti a distanza di poche settimane e realizzati dalla stessa squadra? C’entra, c’entra ed il tutto è riconducibile al famoso “effetto domino”, una delle pratiche accessorie più diffuse nel mondo del calciomercato.

Tutto chiaro: quando si muove una pedina a catena si azionano altri movimenti quasi spontanei e quasi sempre legati allo stesso reparto. Movimenti che possono riguardare squadre omologhe e dello stesso campionato o, come nel caso in questione, top team di livello internazionale e ospiti fissi della Champions League e medio-piccole discretamente ambiziose, capaci però di scovare per pochi soldi un futuro campione in grado di trasformarsi già in un uomo-mercato e in una plusvalenza da leggenda. Così se il Barcellona vuole trovarsi da solo l’erede del brasiliano, a Montecarlo, perso ormai Mbappé anch’egli destinato al trasferimento a Parigi, hanno messo gli occhi sul “Gallo” Belotti.

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Sì, proprio il centravanti e capitano del Torino, a lungo in estate sotto osservazione da parte del Milan, anzi oggetto di una vera trattativa tra rossoneri e granata, che ha visto il presidente Cairo fermo sulle proprie posizioni: la clausola da 100 milioni vale solo per l’estero, ma per meno di 70 più contropartite il numero 9 non si sarebbe spostato. Il Milan ha preso atto e virato altrove, ma il Monaco, che sta per ricevere 180 milioni per Mbappé, avrebbe ovviamente la possibilità di accontentare la società granata e di regalare a Jardim un attaccante promettente. Come noto, in caso di pagamento della clausola, la società è impotente e deve passare la palla al giocatore, che si trova nella facoltà di respingere la proposta o di accettarla.

Il no di Belotti sembra improbabile, perché se da una parte il Monaco non è certo la squadra dei sogni di chi era stato accostato, oltre al Milan, pure al Chelsea e al Manchester United, è innegabile che il Gallo visto domenica sera a Bologna sia stato una brutta copia di quello della scorsa stagione: ok, la condizione è da trovare, ma forse neppure la concentrazione è ancora quella giusta. Se per il rimpianto di ciò che non è stato, o per il pensiero a ciò che potrà essere si vedrà, giocoforza tra breve. Al momento, tuttavia, non è affatto certo che il Monaco presenti la clausola che, ribadiamo, è l’unico modo per portare via Belotti a Mihajlovic, di per sé fatalista nella conferenza pre-Bologna: Belotti non ha infatti le caratteristiche di Mbappé, sul piano tecnico e fisico, e sarebbe semmai un’alternativa a Falcao.

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Una prospettiva che non esalta Andrea, consapevole che nella stagione del Mondiale è meglio il certo, ovvero un posto da protagonista in granata, che l’incerto, ovvero una vetrina internazionale superiore, ma da spettatore, in biancorosso. L’addio insomma è tutt’altro che scontato, ma nel frattempo è d’uopo vagliare le alternative. Sembra probabile che ad arrivare sarebbero due attaccanti, uno dei quali, Belotti sì o Belotti no, sarà Mbaye Niang: il francese ha detto no al ricco contratto dello Spartak Mosca per riabbracciare Sinisa Mihajlovic, pronto a collocarlo sulla fascia sinistra al posto dell’acerbo Alex Berenguer, pur protagonista del gol annullato a Bologna.

Accordo possibile, ma la  formula è da trovare e il Toro dovrà aumentare gli attuali 12 milioni. Come punta centrale si andrebbe a trattare con il Napoli per uno tra Duvan Zapata e Leonardo Pavoletti, con il primo in netto vantaggio, ma i rapporti tra Cairo e De Laurentiis non sono ottimali, quindi resta in piedi l’ipotesi Falcinelli. In questo caso, però, sarebbe il Sassuolo a dover cercare un’alternativa prima di dare il via libera alla cessione. Perché l’effetto domino è sempre lo stesso.

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