Il mercato Juventus entra nella fase calda, la vecchia guardia impressiona con il Cagliari

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui


Vincere aiuta trovare fiducia e lasciarsi i cattivi pensieri alle spalle. Come quelli del post Supercoppa, quando il 3-2 della Lazio una settimana fa aveva sollevato mille punti interrogativi attorno alla Juventus. Il successo 3-0 sul Cagliari all’esordio in campionato è servito a ridare serenità. Certo non ha portato in bacheca un trofeo, quello lo hanno vinto i biancoazzurri, ma iniziare col piede giusto dopo le critiche era fondamentale.

E la Juventus è partita bene nel fortino dell’Allianz Stadium. Più forte del Cagliari e, grazie a SuperGigi Buffon, più forte del VAR. Nella prima di campionato i campioni d’Italia dovevano dare un segnale e lo hanno fatto con la “vecchia guardia”. Mario Mandzukic ha sbloccato infilando il primo gol della Serie A 2017-2018, Buffon ha conservato il vantaggio parando il rigore di Farias, Paulo Dybala ha raddoppiato e Gonzalo Higuain ha chiuso i giochi. A muovere le fila Massimiliano Allegri che, come consuetudine, è partito con i “vecchi” dosando i nuovi. Chiedere a Douglas Costa, in campo dal 29′ della ripresa, e Blaise Matuidi, appena arrivato ma già buttato nella mischia al 26′ della ripresa.

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Pochi minuti – con cambio di modulo dal 4-2-3-1 al 4-3-3 come spesso quest’anno vedremo fare a Madama – che però sono bastati a lanciare un segnale: i nuovi giocano se danno qualità. “I nostri difensori sono bravi, magari non hanno il lancio di 40 metri di Leo (Bonucci ndr), ma sono bravi in uscita e hanno ancora margini di miglioramento” parola di Allegri che nel post Cagliari aggiunge: “Quando la squadra lavora tutta assieme in fase difensiva è difficile che ci tirino in porta, invece nel precampionato abbiamo preso sempre gol e questo era un segnale che qualcosa non stava funzionando. Su questi aspetti dobbiamo migliorare e per migliorare bisogna fare fatica: le squadre che interpretano la fase difensiva camminando è difficile che centrino gli obiettivi prefissati“.

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La crescita, e Allegri lo sa, passa però anche dal mercato Juventus: servono un difensore centrale, un laterale basso, magari un altro centrocampista (alla vigilia della sfida col Cagliari Allegri ne aveva fatto riferimento salvo poi dire post gara “Numericamente siamo a posto così“) e poi alla finestra c’è sempre l’affare-Keita. Lichtsteiner, preferito a De Sciglio, ha giocato bene ma sulle fasce ne serve uno in più. Normale pensare all’atalantino Leonardo Spinazzola, ma la situazione resta sempre in stallo e trovarsi a fine mercato con l’acqua alla gola non sarebbe una grande strategia. Per questo il mercato Juventus starebbe sondando il piano B (Ricardo Pereira). Poi c’è la questione centrale: l’argentino (con passaporto spagnolo) Garay del Valencia il nome noto (ha rifiutato lo Spartak Mosca), l’olandese Van Dijk del Southampton il nome nuovo e coi Saints è già andata in porto l’operazione Lemina, in campo nella vittoria 3-2 di domenica sul West Ham.

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Su Keita non c’è più nulla da dire dopo che il presidente laziale Claudio Lotito ha spiegato che il giocatore vuole la Juve ma lui preferisce darlo a chi paga di più a rischio di perderlo a zero fra un anno. Mentre per il centrocampo c’è da scommettere che, davanti a un’occasione, Marotta e società non si tireranno indietro

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