Niang Torino, i granata lo chiedono in prestito. Raiola media e il Milan vuole l’obbligo di riscatto

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui

Dopo aver acquistato ben dieci giocatori, dimostrando di essere la squadra più attiva, in questo calciomercato estivo, con una cifra complessiva di investimenti importantissima, il Milan, deve sfoltire la sua lunga rosa o meglio, cedere chi non rientra più nei piani tecnici dei rossoneri e di mister Vincenzo Montella.

L’attaccante francese M’Baye Niang, è stato ad un passo dalla cessione ai russi dello Spartak Mosca, allenato da Massimo Carrera, ex capitano dell’Atalanta anni 90′. Le due società erano d’accordo sul costo del cartellino del centravanti, quasi 20 milioni di euro, ma il diretto interessato fin dal primo momento, non è stato per niente contento, rifiutando, la nuova destinazione. Niang vuole rimanere in Italia, avendo già una preferenza per il Torino, ed è probabile che con i granata abbia anche un’accordo economico. Il Milan però, è propenso a non ricavare una cifra modesta dalla cessione del transalpino. Pertanto il Toro, al momento, non può esaudire le richieste dei rossoneri.

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La situazione è in divenire e nella trattativa è coinvolto ovviamente anche il procuratore del giocatore, Mino Raiola. Quando il famosissimo agente, che assiste numerosissimi calciatori, entra in scena, non c’è da stare molto tranquilli. L’talo – olandese , sta cercando di fare da mediatore tra le due società e avrebbe proposto per il suo assistito, una formula low cost per il Torino e conveniente per i rossoneri. I granata potrebbero arrivare a Niang con un prestito con obbligo di riscattocon cifra da definire. Si attendono sviluppi sulla vicenda, che di sicuro ci saranno entro giovedì giorno di chiusura definitiva dalla sessione estiva. Ricordiamo che tra i dirigenti del Milan e Raiola non c’è certo una simpatia per quanto successe lo scorso giugno, con Gianluigi Donnarumma, che rifiutò l’offerta di rinnovo del contratto, presentata dalla società rossonera, forse su consiglio del noto agente, tanto da costringere il direttore generale Marco Fassone, ad accettare le condizioni economiche del giovane portiere milanista, decisamente esose per le casse rossonere

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