Diamo i numeri: il voto al calciomercato di Juventus, Roma, Napoli, Lazio, Milan e Inter

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui
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E anche questo calciomercato estivo lo abbiamo messo da parte. Trattative estenuanti, colpi di scena e telenovele a non finire anche in questa sessione 2017. Insomma, tutto nella norma e tutto come gli anni scorsi. Ora, in attesa della sessione invernale di calciomercato che si aprirà il 3 Gennaio del 2018, è il momento di valutare l’operato dei top club di Serie A che puntano alla vittoria finale del campionato o quanto meno ad un piazzamento in Europa. Sono stati sborsati molti soldi in questa sessione: più di 200 milioni solo dal nuovo Milan cinese. Un mercato così non si vedeva da tempo da parte dei rossoneri. Anche Juventus e Roma hanno speso molto, senza dimenticare l’Inter. La Lazio invece ha ceduto quasi tutti i suoi gioielli che gli avevano permesso di raggiungere l’Europa League l’anno scorso, riuscendo però a trattenere Milinkovic-Savic che potrebbe diventare davvero uno dei più grandi centrocampisti e creare una notevole plusvalenza nelle casse biancocelesti in caso di futura cessione.
Tra acquisti e cessioni Juventus, Roma, Napoli, Lazio, Milan e Inter hanno mosso qualcosa come quasi 1400 milioni di euro in questa sessione (calcolando il costo intero del cartellino di giocatori acquistati e/o ceduti in prestito gratuito e/o oneroso con obbligo e/o diritto di riscatto e calcolando che questi vengano poi effettivamente riscattati dalle rispettive squadre).
Prendiamo ora nello specifico però ogni club, assegnando un voto e analizzando gli acquisti effettuati.

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Juventus, voto 7.5: hanno perso un difensore forte (forse il migliore del nostro campionato) ma soprattutto un leader (ovviamente ci riferiamo a Bonucci). Venduto ad una squadra che, per il mercato fatto, sulla carta, può ambire a lottare per lo scudetto. In più ad un prezzo “modesto” (se c’è chi ha speso 50 milioni per David Luiz, Leo sarebbe potuto andare via ad un prezzo più alto). Bene prendere Howedes che ha carattere ed esperienza. Ottimo trattenere Dybala, bene gli acquisti di Douglas Costa e Bernardeschi. A centrocampo Matuidi è sembrato più un rimpiazzo visto che non si è riusciti ad arrivare ad Emre Can (vero obiettivo), ma il francese ha esperienza in campo internazionale e può sempre dare il suo contributo. Se Allegri riuscirà poi a rivitalizzare De Sciglio farebbe un favore anche alla nazionale italiana.

Roma, voto 6: il nuovo d.s. Monchi si era presentato ai nuovi tifosi sostenendo che “La Roma non è un supermercato”. Dopo questa frase sono partiti Salah, Rudiger e Paredes. Bene ma non benissimo insomma. Ok il fair play finanziario, ma sono stati ceduti due giocatori importanti. I giallorossi hanno speso 25 milioni per Defrel, acquistato come riserva di Dzeko. 10 milioni per Pellegrini dal Sassuolo ci possono stare: il classe 96 ha fatto vedere di avere colpi importanti. 42 milioni per Schick sono una bella scommessa. Un mercato non da club che punta a vincere qualcosa. Voto sufficiente perché sono riusciti a trattenere Strootman e Nainggolan (per ora).

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Napoli, voto 7: non si sa cosa manchi a questa squadra per vincere lo scudetto. Che sia l’anno buono questo? Chi lo sa. Ounas ha fatto vedere nel pre campionato che è una valida alternativa agli esterni d’attacco di Sarri. Il gioco dei partenopei è sempre brillante. Il caso Reina è stato archiviato e nessun big è stato ceduto. Le basi per fare sì che questo sia l’anno del tanto atteso scudetto potrebbero esserci, sarà poi il campo a confermare o meno questa sensazione.

Lazio, voto 4,5: ha ceduto tutti quelli che avrebbe dovuto trattenere: Biglia, Keita e Hoedt, 3 giocatori fondamentali per Inzaghi e spina dorsale dei biancocelesti. Il fatto che siano rimasti Milinkovic-Savic, Felipe Anderson e Immobile per cercare di fare comunque un buon campionato è buona cosa. Probabilmente quest’anno con l’impegno europeo la Lazio farà tanta fatica in campionato.

Milan, voto 9: mercato faraonico paragonabile quasi a quello del Real Madrid nel 2009. Se non per nomi acquistati sicuramente per soldi spesi: 237 milioni (contando l’intero costo dei cartellini dei giocatori presi in prestito oneroso ad esempio Kessie, Borini e Kalinic). Clamoroso l’acquisto di Bonucci, un po’ meno quello di André Silva (probabilmente una mossa per allacciare i rapporti con un procuratore importante come Jorge Mendes): chissà però che magari l’attaccante portoghese non si riveli una scommessa vinta dalla premiata ditta Fassone-Mirabelli. L’ad e il ds scelti dalla nuova proprietà cinese hanno operato con intelligenza in ogni settore di campo, dando a Montella una squadra composta da giovani ed esperti per provare a vincere subito qualcosa. Pagato caro il caso Donnarumma, ma la strategia del Milan nei confronti dell’agente Raiola è stata ottima, tant’è che il procuratore ha fatto cose che non aveva mai fatto prima (convocare una conferenza stampa e doversi rimangiare le proprie parole). Il campo però è l’unico vero indicatore di quanto sia stato fatto veramente bene il mercato. Sulla carta però i tifosi rossoneri possono sperare e l’entusiasmo ritrovato si vede anche negli abbonamenti venduti e nei 50 mila che ad Agosto riempivano San Siro contro il Craiova e lo Skhendja, non proprio Real Madrid e Barcellona.

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Inter, voto 5: sarebbero dovuti arrivare Nainggolan, Rudiger, Vidal, Emre Mor, Keita, Schick e a Gennaio di quest’anno si vociferava di un accordo tra l’Inter e la Roma per Manolas con cifre sui 42 milioni di euro. Tra questi sono arrivati poi Skriniar, Borja Valero, Vecino oltre che Dalbert e Cancelo che sulla carta sono forti ma bisognerà vedere come si adatteranno al nostro campionato. Certo i nerazzurri non avevano bisogno di rivoluzionare la squadra come invece necessitava l’altra squadra di Milano. Spalletti forse è il miglior acquisto di Suning, Sabatini una certezza sulle plusvalenze. I nerazzurri poi hanno fatto bene a trattenere Icardi e Perisic, quest’ultimo corteggiato tantissimo dal Manchester United ma rivelatosi fondamentale per il nuovo tecnico interista. Certo che qualche top player in più non avrebbe guastato.

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