Lazio, Papu Gomez rivela: “In estate a un passo dai biancocelesti”

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui

Ha reso e sta rendendo ancora più magica, la favola di una squadra di provincia l’Atalanta, vestendo in panni di trascinatore, ma Alejandro Gomez, è stato sul punto di lasciare Bergamo. El “Papu” non si è nascosto, e lo ha rivelato in un’intervista, ecco le sue parole.

La Lazio mi ha cercato –
:”Tante squadre mi hanno cercato e mi volevano acquistare, ma avevo un accordo di massima con la Lazio, sono stato molto vicino a trasferirmi a Roma, nell’estate appena passata, ma la trattativa, è sfumata sul più bello”.
Atalanta ti voglio bene ma… –
:”Ho rinnovato con questa maglia, amo la città e i tifosi, per quest’anno resto qui, e vediamo dove riusciamo ad arrivare, ma non posso dire di restare a Bergamo a vita, nel calcio come nella vita, non si sa cosa può accadere “.
Voglio ancora stupire –
:”Abbiamo fatto qualcosa di straordinario l’anno scorso, impensabile per una squadra piccola, come la nostra, quest’anno vogliamo ripeterci, non sarà facile, ma vedo che in Europa, non si sta poi così male, tutti iniziano a conoscerci, tra cinque o sei partite, forse capiremo, se potremmo ripetere, la qualificazione all’Europa League, intanto in Italia, quasi nessuno ha il coraggio di far tremare la Juventus, noi ci siamo riusciti, ancora una volta. In questo campionato voglio segnare 15-16 gol.

Una buonissima carriera, ma quanti rimpianti…”
:”Al Catania devo tutto, prima c’era un progetto tecnico serio, si stava bene, poi con tutto quello che successe, non potevo rimanere. L’Atletico Madrid, fece una buona offerta al presidente Antonino Pulvirenti, quattro anni fa, ma l’affare non andò in porto, io avevo già un accordo economico con l’Atletico, ma Pulvirenti ritenne troppo bassa l’offerta per il mio cartellino, peccato perchè dopo qualche mese, vinsero la Liga, e pensare che potevo esserci anche io, Diego Simeone, mi voleva ed era convinto di portarmi in Spagna, ma non andò così. Andrea Stramaccioni, voleva portarmi all’Inter, ma poi entrambe le società si devono mettere d’accordo, e quando questo non accade… Vincenzo Montella, dopo che mi aveva allenato a Catania,  aveva già disposto che io venissi alla Fiorentina con lui, e poi al Milan, ma non ci fu nulla di concreto”.

Azzurro, ci speravo tanto ma… –
:”
Quando un giocatore, ha il doppio passaporto come me, e come tanti altri, se il tuo paese non ti convoca in nazionale maggiore, è chiaro che ci speri e tanto. In Italia mi sono ambientato benissimo, ma poi per i regolamenti internazionali, si scoprì che anche se giochi nelle nazionali giovanili, non puoi giocare per un’altro paese, e allora non se ne fece nulla, io giocai con L’Under 20 argentina. Ci sono rimasto malissimo, mi sento italiano al 100%, l’Italia è la mia casa”.
Baila como El Papu –
:”
E’nata per gioco, volevo aiutare solo ragazzi in difficoltà, e credo di esserci riuscito, non escludo di poter ripetere questa esperienza in futuro, con un altro ballo, lo scopo sarà ancora questo, Quando non sarò più calciatore, magari aprirò una scuola…”.


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