Mercato Roma, Rabiot svela: “Scelsi i giallorossi per Totti poi l’affare è sfumato”

Pubblicato il autore: Davide Martini Segui

Mercato Inter
In Italia le sue qualità erano state apprezzate prima di tutti. Psg compreso. Era l’estate del 2014 e poi del 2015 e Adrien Rabiot era diventato uno di quei giocatori dei quali pareva non si potesse fare senza, un indispensabile per mezza Serie A pur avendo alle spalle più buona stampa che partite, con club o nazionali giovanili. Inter e Napoli, ma soprattutto Roma e Juventus, lo misero nel mirino fino quasi a concludere l’affare: a un passo dalla firma andarono i giallorossi, su intuizione di Walter Sabatini, ma la madre agente del calciatore fece saltare tutto.

Buon per il Psg, che oggi si gode uno dei pochi francesi di una squadra multietnica e obbligata a vincere, ma, un po’ a sorpresa, è stato lo stesso giocatore a svelare un pizzico di delusione per il mancato approdo in Italia: “Consideravo che la Roma fosse la squadra ideale per crescere, imparando anche da giocatori importanti come Francesco Totti che è stato un esempio per tutto il mondo del calcio – ha detto Rabiot a ‘La Gazzetta dello Sport’ – La Roma mi avrebbe permesso poi di fare un ulteriore salto di qualità, magari in un club più grande e poi il calcio italiano sta tornando competitivo. Ma è andata diversamente e sono felice di essere rimasto“.

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Era, quella, la Roma di Rudi Garcia, che qualche tempo dopo sarebbe passata nelle mani di Luciano Spalletti. Il 4-3-3 dell’attuale allenatore del Marsiglia, che avrebbe ovviamente avuto anche facilitazioni linguistiche con Rabiot, avrebbe forse richiesto qualche tempo per ambientarsi a livello di movimenti e contributo alla fase difensiva, indispensabile in Serie A, mentre meno semplice sarebbe stato l’inserimento nel 4-2-3-1 spallettiano, peraltro lo schema utilizzato ora dal Psg. Il centrocampo a tre avrebbe allora esaltato le caratteristiche da centrocampista moderno di cui è in possesso Adrien, che non ha esitato a definirsi “una mezzala. In campo studio e imparo dai miei compagni di reparto Thiago Motta e Verratti, che hanno caratteristiche differenti da me“. Vero: più statico e metodista il primo, più fantasioso il secondo, più letale negli inserimenti Adrien”.

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Mai dire mai, comunque, perché pur considerando Steven Gerrard come il proprio modello, il nazionale francese non sembra deciso a giurare amore eterno al Paris: “In carriera a un certo punto spero di poter vivere qualche esperienza diversa, ma per il momento sto bene qui”. Un po’ come l’altro idolo, Zinedine Zidane, uno che ha legato il proprio nome a due top club europei, vincendo a livello internazionale con Juventus e Real Madrid.

La Champions, però, ZZ l’ha vinta solo in Spagna, decidendo la finale del 2002 contro il Byaer Leverkusen grazie a una propria magia, mentre l’ovvio sogno di Rabiot è quello di essere uno dei pochi francesi ad alzare il trofeo con un club del proprio paese, impresa riuscita al momento solo a un manipolo di giocatori all’Olympique Marsiglia del 1993: “La Champions è un obiettivo – ha concluso Rabiot – Siamo forti e lo sappiamo, ma lo sono tante altre squadre e penso alla Juventus, che ha fatto due finali in tre anni e forse ha quella mentalità di cui noi non siamo ancora in possesso”. Alla fine il pensiero va sempre all’Italia…

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