Donnarumma e il documento sulle presunte violenze psicologiche. Il Milan rischia di perderlo a zero

Pubblicato il autore: Adriana Zuccarini Segui


Nel Milan riesplode, impetuoso, il caso di Gigio Donnarumma. In casa rossonera potrebbe preannunciarsi un epilogo incredibile: Raiola vorrebbe annullare il contratto di Donnarumma per violenze subite al momento della firma.

Contratto siglato l’estate scorsa, dopo vari tira e molla, per 5,5 milioni di euro l’anno più bonus, risolto anche dall’ingaggio del fratello Antonio dai greci dell’Asteras Tripolis. Una motivazione paradossale, quella della firma, visto che si tratta di uno degli ingaggi più elevati tra i giocatori della Serie A, e fa di Donnarumma il portiere e il calciatore italiano più retribuito.

La conclusione dell’avvenuta sottoscrizione è avvenuta l’11 luglio con la firma del baby portiere fenomeno fino al 30 giugno del 2021, condito da un accordo fra l’agente Raiola e l’ad Fassone che prevedeva due diverse clausole rescissorie, una di 40 milioni in caso di mancato approdo del Milan alla Champions e l’altra di 70 nell’eventualità di una promozione europea dei rossoneri.La clausola, mai sottoscritta da Donnarumma e Raiola, non è stata depositata in Lega e, quindi, formalmente è come se non esistesse. Questo non toglierebbe potere contrattuale al Milan, che anzi potrebbe costringere Gigio a rispettare il contratto o al limite imporre un prezzo alto per un’eventuale vendita, ma potrebbe alla lunga portare a nuove tensioni con Raiola.

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La tensione è salita in questi giorni quando, gli avvocati del Milan – Leonardo Cantamessa prima e Mattia Grassani, suo successore che adesso sta seguendo la pratica – hanno ricevuto la prima di diverse mail da parte dell’avvocato Rigo, consulente di Mino Raiola, il quale afferma che nel martedì di luglio in cui Donnarumma firmò il nuovo contratto lui non si trovava negli uffici di Casa Milan, mentre l’avvocato Rigo, in segno di protesta, lasciò la stanza nel momento in cui Gigio ha siglato il nuovo accordo. Si invoca quindi l’annullamento del contratto firmato in estate appellandosi a una presunta violenza morale che il ragazzo avrebbe subito.

Così Gigio, dopo aver percepito tre mensilità, avrebbe inviato un documento ai dirigenti in cui sostiene di essere stato oggetto di pressioni psicologiche, firmando senza la necessaria serenità. La richiesta suona surreale ma appare ispirata a una appropriata strategia legale. Se dimostrato, infatti, la violenza morale che costituisce un vizio del consenso ai sensi dell’articolo 1435 del codice civile determina l’annullabilità del contratto. Un “vizio” che a casa Milan prendono per il momento molto poco sul serio, in quanto, con quella firma, il portiere ha aumentato la suaretribuzione da 100 mila euro a 11 milioni di euro lordi.

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Ancora non sappiamo se si passerà ad una causa vera e propria e dove eventualmente sarebbe istruita. Di sicuro, Raiola punta a portare via dal Milan Donnarumma a parametro zero (senza prolungamento, il contratto sarebbe scaduto il giugno prossimo), procurando un ingaggio in doppia cifra all’assistito (superiore ai 10 milioni netti l’anno) e commissioni da record per sé, per proporlo al miglior offerente. Il Psg più del Real è pronto a piombare sul giocatore già a gennaio. Ma manca ancora mezzo campionato, che per Donnarumma e per il Milan può diventare un vero e proprio incubo.

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