Cristiano Ronaldo alla Juventus è davvero un bene per la Serie A e il calcio italiano ?

Pubblicato il autore: Samuele Damilano Segui

Foto da Facebook CR7 Official

Dieci luglio, 17.15 circa: da Sky sport la notizia ufficiale del trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus, confermata dal comunicato stampa del Real Madrid che tra numerosi elogi e riconoscimenti indica la Juve come destinataria della cessione del portoghese. Al Real 105 milioni di euro e al giocatore un contratto di 4 anni a 30 milioni netti a stagione, in un’operazione il cui costo complessivo si aggira intorno ai 400 milioni di euro: acquisto più costoso nella storia della Juventus e dell’intera serie A. A queste cifre che possono sembrare (ed effettivamente sono) esorbitanti va tuttavia accostato un giocatore che con la maglia del Real Madrid ha vinto, oltre a molti altri titoli e trofei, 4 Champions League in 5 anni ( troppo dispendioso elencare i primati nella competizione) e che ha segnato 450 gol in 438 partite, diventando così il primo marcatore del club più titolato al mondo.

Ora, a chi è abituato a navigare nel mondo del calcio quest’ordine di grandezza potrà sembrare anche ”ragionevole”, tenendo conto del considerevole aumento di prezzi di cartellino e stipendi negli ultimi tempi e della caratura del giocatore in questione; a un operaio della FIAT che vede il suo stipendio fisso da decenni certamente un po’ meno, a tal punto che l’Usb( unione sindacale di base) di Melfi ha indetto uno sciopero di tre giorni, ritenendo inaccettabile che molti operai non arrivino tranquillamente a fine e mese e che la stessa società gestita dagli Agnelli investa così tanti soldi in un’unica risorsa. Senza soffermarsi sulla questione questa iniziativa dovrebbe comunque aiutarci a capire meglio l’entità di questa operazione.

Un altro dato rilevante riguarda anche la quotazione in borsa del marchio Juventus, salito del 30% nell’arco della settimana decisiva per il trasferimento con un incremento di più di 200 milioni dal 29 giugno alla chiusura di venerdì. Insomma, sembra che si stia parlando dell’acquisto di una multinazionale piuttosto che di un calciatore, capace di accentrare su di sé tutta l’attenzione nel bel mezzo delle semifinali mondiali, in un vorticoso susseguirsi di notizie e indiscrezioni clamorosamente tramutate in realtà. Sì perché Cristiano Ronaldo( che gioca in Italia sarà un qualcosa che realizzeremo solo quando effettivamente toccherà il suo primo pallone della serie A, dal momento che erano decenni che non si vedeva in Italia un giocatore tanto titolato e influente sotto tutti i punti di vista (mediatici, economici, di prestigio…).

Leggi anche:  Inter, prova di forza: adesso serve il salto anche in Europa

In questi ultimi tempi siamo stati invece abituati a vedere giovani promesse ( Coutinho, Aubameyang..) o calciatori già affermati ( Salah il caso più lampante ma andando più indietro per esempio Cavani o Pastore) ceduti all’estero per ragioni economiche o per volontà del giocatore( sempre difficile riuscire a carpire i mille risvolti che si nascondono dietro una cessione). Date queste premesse molti prospettano CR7 come il salvatore del calcio italiano; da una parte indubbiamente ne aumenterà la visibilità, la popolarità e la reputazione all’estero, giacchè una semplice partita come Juventus-Cagliari, non proprio entusiasmante agli occhi di un appassionato di calcio, italiano e non, diventerà una partita in cui Ronaldo potrebbe infrangere l’ennesimo record o siglare l’ennesima tripletta.

Dall’altra però allo stesso tempo bisogna considerare che la squadra presa in questione, la Juventus, è la stessa che vince incontrastata da sette anni di fila il campionato, ha conseguito due finali di Champions in quattro anni, e che in Italia ha indiscutibilmente la società più solida e presente, non solamente dal punto di vista economico, e le infrastrutture più moderne e aggiornate, con lo Juventus/Allianz Stadium che è un punto di forza notevole da molti sottovalutato; insomma una società, un marchio, una squadra che detiene l’egemonia sul campionato italiano fino a diventarne quasi l’emblema. Unica “pecca” di questo trionfale percorso la Champions League tanto agognata e soltanto sfiorata: il compito nemmeno troppo velato assegnato a CR7 consiste principalmente nel riportare la coppa a Torino.

Leggi anche:  Zhang vende l'Inter!

Detto ciò bisognerebbe riflettere prima di dire che grazie ad un singolo giocatore ( certo, ripetiamo, non uno qualsiasi) si rialzerà il livello della serie A fino a tornare ai suoi antichi fasti, dal momento che la presenza di fuoriclasse in un torneo è soltanto una delle componenti che va a incidere sull’effettiva validità di questo. La serie A ha innumerevoli problemi, sia dal punto di vista prettamente tecnico che da quello gestionale, dalla presenza di squadre non all’altezza ad una valorizzazione dei giovani che rispetto alle altre nazioni lascia moltissimo a desiderare e anzi in molti casi è praticamente inesistente, da infrastrutture e stadi non adeguati a presidenti in perenne conflitto nella cosiddetta gestione assembleare della Lega, in cui ognuno pensa più ai propri introiti e vantaggi piuttosto che ad un miglioramento complessivo di un torneo che difetta di gestione dell’immagine, di apertura internazionale e di insufficienti investimenti dall’estero.
Per non parlare del divario che esiste tra le “big” e le più piccole, con i diritti di immagine e diritti tv che sono totalmente sproporzionati tra le varie squadre e che non ne permettono uno sviluppo uniforme, per cui anche se le meno blasonate riuscissero a qualificarsi per le competizioni europee non sarebbero poi attrezzate per affrontarle dal punto di vista economico, e al contrario la qualificazione potrebbe essere considerata addirittura un rischio da non voler affrontare( per questo le accuse da parte di molti laziali a Lotito..); discorso più o meno analogo si potrebbe fare per il passaggio dalla serie A alla serie B, per cui transitare tra i due tornei potrebbe essere più vantaggioso che rimanere stabilmente in uno solo.

La Lega si occupa invece principalmente della gestione dei diritti tv, che vanno a beneficio delle solite 6-7 squadre e a discapito di altre nemmeno previste ad esempio nella programmazione di Mediaset. Il paragone più lampante si potrebbe fare con la Premier League, dove il West Bromwich Albion ultimo in classifica ha un introito quasi pari a quello della Juve prima in serie A. Questo perché il campionato inglese è equilibrato, qualsiasi partita è aperta a molteplici scenari, ogni squadra ha i mezzi per giocarsela con chiunque e ce ne sono almeno 5 storicamente competitive a livello sia nazionale che internazionale. Se in Spagna poi il livello di alcune squadre non è certamente eccelso, c’è comunque il perenne e ugualmente appassionante duello tra Real Madrid e Barcellona, un Atletico Madrid che ha ottenuto risultati straordinari a livello europeo e un Siviglia capace di vincere recentemente tre Europa League di fila;

Leggi anche:  Juventus- Sampdoria: i bianconeri si allenano, in porta spazio a Perin

La Bundesliga nonostante il predominio del Bayern Monaco è un campionato molto più moderno e organizzato del nostro. Il tanto rimpianto prestigio della serie A, in passato in grado di attirare e ospitare i più grandi campioni in circolazione, e che poneva le sue fondamenta nella rivalità tra la stessa juventus e le milanesi, non potrà quindi essere riacquisito tramite l’acquisto di un fuoriclasse da parte della squadra più forte, ma tramite una nuova organizzazione e una rifondazione che parta dalle fondamenta del nostro sistema calcistico. C’è anzi la possibilità più che concreta che si dilati il distacco tra la Juve, l’unica che effettivamente beneficerà dell’arrivo di Cristiano, e le altre, rendendo ancora meno appetibili e stuzzicanti certe partite e rivalità. In conclusione sarà un piacere ed un divertimento assoluto veder giocare Cristiano Ronaldo in Italia, ed è complessivamente un bene il suo arrivo, ma come detto in precedenza bisogna stare molto attenti nel considerarlo come fattore da solo in grado di ridare lustro e visibilità internazionale alla nostra tanto amata serie A.

  •   
  •  
  •  
  •