Juve-Milan, dallo scambio Caldara-Bonucci chi ci guadagna?

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui

Leonardo Bonucci il figliol prodigo tornato alla Juve.  Getty Images ©

Lo scambio del secolo, così ribattezzato goliardicamente da chi aveva già vissuto il colpo definito del secolo, appena qualche settimana prima, con il clamoroso sbarco di Cristiano Ronaldo a Torino, è un capolavoro di Leonardo, alla prima operazione da direttore generale del Milan, oppure è un’astuzia della Juve da parte della coppia Marotta e Paratici?
Questo maxi-scambio, si configura come il più sorprendente dell’anno, scalfendo perfino l’interesse per la mirabolante ascesa di CR7 a Torino.
Leonardo Bonucci e Mattia Caldara hanno rispettivamente scambiato maglia a titolo definitivo con una valutazione che si aggira sui 40 milioni di euro ciascuno, mentre Gonzalo Higuàin si è accordato sulla base di un prestito per 18 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a 36 milioni di euro.
Il confine tra guadagno e perdita è sottile per entrambe.

Cominciando dal ritorno di Bonucci che ha sollevato molti dubbi, sconfinando persino in proteste e aspre critiche da parte dei tifosi bianconeri al giocatore, accusato di aver tradito la sua fede (col passaggio al Milan un anno fa). Il difensore viterbese un anno fa abbandonò la Juve per divergenze con Allegri, volendo dimostrare le sue capacità in un altro ambito, essendo protagonista assoluto e fiore all’occhiello della campagna acquisti dell’allora Milan “cinese”, con Fassone e Mirabelli a sventolarlo come ciliegina sulla torta, vessillo di conquista di una campagna acquisti faraonica (che ora costringe il Milan a sottostare alla disciplina rigida del fair play finanziario).
Contrariamente al malumore espresso dalla stragrande maggioranza del popolo bianconero, la Juve ha fatto presa su questa trattativa, con una logica di razionalità, non lasciandosi influenzare dall’emotività delle circostanze.
Per la Juve sono stati tre i punti fondamentali di questa missione.
Il primo è stato la mancanza di esperienza internazionale ad alti livelli di Mattia Caldara (se si esclude l’esperienza atalantina in Europa League per il resto, nulla).
Il secondo è al contrario, l’esperienza che un capitano come Bonucci (e le difficoltà riscontrate con la BBC senza di lui), con grande esperienza in Champions League e le tante vittorie con la Juventus, può garantire, nonostante un’età non più verdissima.
Il terzo punto, forse il più incidente in questa maxi-operazione, sono state le ragioni di bilancio, derivate dall’enorme sforzo profuso a livello economico, per assicurarsi le prestazioni di Cristiano Ronaldo. Con l’arrivo di CR7, la congestione del reparto offensivo era tale che non era più possibile gestirla sia sul campo, che in chiave di bilancio. La presenza e lo stipendio stesso di Gonzalo Higuàin, insomma erano diventate di troppo, persino per una società forte economicamente come la Juventus.

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In questo contesto, è entrato in gioco il Milan.
Il Milan due settimane fa, era appena uscito dalla trappola cinese, con la dissoluzione del breve “impero” di Yonghong Lì, su cui pende tutt’ora un’inchiesta della magistratura milanese che scava sui conti di Hong Kong e Macao.
Il fondo Elliott che aveva in pegno la squadra, ha riscosso questo titolo, acquisendo di fatto la proprietà del Milan. Guidato in questa fase di transizione da Paul Singer, il club di Via Aldo Rossi, in pochi giorni ha assunto un nuovo consiglio di amministrazione, con la nomina di Paolo Scaroni come presidente e amministratore delegato ad interim, e sopratutto con il ritorno di Leonardo, vecchia conoscenza dei tifosi del Diavolo, rimasto sempre legato ai colori rossoneri.
Dalla necessità di fare mercato, dopo l’esonero di Fassone e Mirabelli, il Milan si è ritrovato, grazie ad un’iniezione di liquidità immediata da parte del fondo Elliott, a formulare l’idea che l’ha portato a risolvere due problemi distinti in un colpo solo.

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Lo scambio del secolo nasce dunque 10 giorni fa, con l’insediamento di Leonardo da direttore generale rossonero.
La prima richiesta che il dg riceve, è quella di cessione formulata dal procuratore Alessandro Lucci che cura gli interessi di Bonucci. Il Milan dunque, si è trovato nella condizione ideale per aprire un asse con la Juve, prima chiedendo Caldara ai bianconeri per coprire la partenza di Bonucci, poi con l’aggiunta di Higuàin (questa però fu anche un’esplicita richiesta della stessa Juve, che voleva liberarsi del Pipita per i motivi sopra elencati).
Impossibile pensare ad uno scenario del genere da parte della Juve, prima dell’arrivo di CR7, ma anche per un tifoso juventino, anzi la compresenza simultanea di entrambi i due bomber poteva garantire un vantaggio ultracompetitivo anche in chiave Champions.
Arrivato nella stagione 20132014, nella sua esperienza italiana, Higuàin è stato il marcatore più prolifico con ben più di 100 gol, e c’è da scommettere che al Milan possa tornare sui livelli di Napoli. Sembrava fantacalcio ipotizzare una sua cessione, eppure la Juve non poteva agire diversamente, avendo un 5 volte pallone d’oro, ora a guidare l’attacco.

Dal punto di vista prettamente tecnico e sportivo è evidente il guadagno del Milan, che si ritrova con un giovane difensore già da giro della nazionale, e con un reparto difensivo titolare incredibilmente giovane (assieme a Caldara, troviamo Romagnoli, Calabria e Conti), d’altro canto dopo anni spesi con giocatori non adeguati al livello tecnico che si conviene ad una squadra di blasone come il Milan, il Diavolo ora ha trovato un vero bomber.
La Juve, che punta tutto sulla Champions questa stagione, riaccoglie il figliol prodigo e lo rilancia nella retroguardia con la linea Maginot della BBC (con Barzagli e Chiellini), ma con un rischio in più da considerare, l’avanzata età dell’intero reparto e il fatto che alle loro spalle sia venuta meno, una garanzia come Gigi Buffon.
Dal punto di vista economico le cifre sorridono ad entrambi i club: 40 milioni per Caldara (super plusvalenza della Juventus), 40 milioni per Bonucci (recuperando 25 milioni a bilancio), più il prestito di 18 milioni per Higuàin a cui dovrebbe fare seguito il riscatto da 36 milioni, la prossima estate.

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Una strategia perfetta per il Diavolo, per poter rientrare nei parametri ferrei previsti dal fair play finanziario, ma anche per la Juve che rifiata sul lato economico (con il risparmio derivante dall’ingaggio dell’argentino, con la minusvalenza evitata, con la decurtazione dello stipendio al capitano azzurro rientrato alla base ed ancora, con la contestuale plusvalenza realizzata senza aver mai visto giocare, il giovane bergamasco), dopo l’onerosissima spesa per CR7.Insomma lo scambio del “secolo” ha prodotto benefici per tutti in fin dei conti, non solo per il bilancio bianconero, non solo per la necessità di ritrovare competitività per i rossoneri, non solo per spegnere i mal di pancia di Bonucci, o lo stato d’animo di Higuàin, questo scambio è stato un bene necessario utile a livellare verso l’alto, un campionato di Serie A e una corsa Champions, mai così interessante come quest’anno.

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