Ciclismo, 27 settori di pavè fino al velodromo di Roubaix: ecco “l’inferno del Nord”

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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E’ tutto pronto, all’inferno. La classica regina sta per avvolgere nella sua morsa tentacolare il top del ciclismo mondiale: gli esperti del meteo fanno sapere che ci sarà bel tempo, e che l’inferno del Nord non si trasformerà nel girone dantesco sovrumano visto nei giorni di pioggia. Prendere o lasciare, è la Parigi-Roubaix: alla 113esima edizione, la regina delle classiche è pronta a incoronare il nuovo asso del pavè, vista l’assenza dei dioscuri Boonen e Cancellara. Il percorso, come al solito, è massacrante coi suoi “settori” in lastricato: il primo a Troisville al km 98, l’ultimo a Roubaix al km 252. In mezzo diversi momenti chiave: la terribile Foresta di Arenberg al km 158, quindi Mons-en-Pévèle al km 204 e infine Carrefour de l’Arbre al km 237, in genere trapolino di lancio finale per gli arrivi in solitaria al velodromo di Roubaix. Del resto, l’albo d’oro fa tremare i polsi: dai fuoriclasse del Belgio come Van Stembergen, Van Looy, Merckx, De Vlaeminck e Boonen, ai campioni francesi Bobet, Hinault e Duclos-Lasalle fino ai nostrani. Sì, c’è tanta Italia nella storia della Roubaix, dal savoiardo Maurice Garin a fine ‘800, passando per i fratelli Serse e Fausto Coppi, per Felice Gimondi, per la tripletta di Francesco Moser, per il bis del compianto Franco Ballerini, fino al toscano verace Andrea Tafi, ultimo azzurro a portarsi a casa il “ciotolone” simbolo della corsa. E quest’anno? Bella domanda.

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Il sorvegliato numero uno si chiama Bradley Wiggins: il baronetto inglese, che a fine anno mollerà il ciclismo su strada, da almeno due anni sogna di chiudere con questa corsa in bacheca. Sarà dura, ma lui promette battaglia vera. In grandissimo spolvero è dato il vincitore dello scorso anno, l’olandese Niki Terspra: al Fiandre ha dato un assaggio del suo stato di forma col 2° posto. E proprio il vincitore del Fiandre Kristoff va inserito nel lotto dei favoriti, anche se gli ultimi 50 km della Roubaix sono tosti per uno che di fatto fino a due mesi fa era solo uno sprinter. Così come il tedescone Degenkolb. Attenzione alla coppia belga Vansummeren (vincitore nel 2011) e Van Avermaet: questi sul pavé sono duri da staccare. E gli italiani? L’unico che partirà coi galloni di capitano è Pippo Pozzato (2° nel 2009). Paolini sarà in appoggio a Kristoff, Oss e Quinziato a Van Avermaet, Trentin a Terpstra. Per una vittoria azzurra probabilmente bisognerà aspettare un altro anno.

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