Liegi: nella leggendaria Doyenne, Nibali prova a sfidare Valverde

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Come alla Sanremo, anche in tema di Liegi-Bastogne-Liegi bisogna partire dal più grande di tutti: con 5 successi, Eddy Merckx è il vero plurivincitore. La “Doyenne” quest’anno arriva all’edizione numero 101: la decana appunto, incerta da sempre, ma mai come negli ultimi 4-5 anni trampolino di lancio verso la stagione delle grandi corse a tappe. Il Giro d’Italia infatti è alle porte, e nella più blasonata classica delle Ardenne in molti olieranno le ruote in vista della kermesse rosa. Il percorso della Liegi? Sempre quello delle spettacolarissime “còte”, con la leggendaria Redoute a fare da antipasto al Saint Nicolas, da anni trampolino di lancio per chi vuole consacrarsi re delle Ardenne. Nella storia tanta Italia: da Preziosi nel ’65 a Di Luca nel 2007, passando per il triplete di Argentin e le doppiette di Bartoli e Bettini, i nostri dopo le 58 vittorie dei belgi guidano con 12 urrà. Dopo 8 anni però, c’è solo un corridore che può accarezzare il sogno: si chiama Vincenzo Nibali, ed è anche quello che ci è andato più vicino negli ultimi anni. Favoriti? Difficile pronosticare una corsa impronosticabile di suo, ma il Valverde (foto) visto alla Freccia Vallone va messo in prima fila tra i pretendenti alla Doyenne. Così come l’iridato Michael Kwiatkowski, il quale ha messo tutti in fila domenica all’Amstel Gold Race. Occhio però al duo iberico della Kathusha composto da Dani Moreno e soprattutto Purtito Rodriguez: anche loro cercheranno il colpaccio. L’incognita maggiore è l’idolo di casa Philippe Gilbert: se c’è un corridore da Liegi è lui, ma la caduta alla Freccia potrebbe farsi sentire. Tra gli italiani, oltre al già citato Nibali, fari puntati su Enrico Gasparotto e Giampaolo Caruso: sono due outsider. ma vai mai a sapere.

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