Giro D’Italia 2015 10°a tappa: Finalmente arriva una fuga dal via. Vince Boem, Porte perde terreno da Contador

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

Nicola Boem

Sembrava impossibile che i velocisti riuscissero a farsi scappare una grande occasione come quella di oggi a Forlì, ma alla fine ci sono riusciti. Arriva una fuga partita al via e durata 200 km esatti. Vince Nicola Boem della Csf Bardiani che batte i compagni di fuga Busato, Malaguti e  Marangoni. Con loro c’era anche Oscar Gatto che fora a 12 km dall’arrivo. Altra sorpresa nel finale per la corsa alla maglia rosa: Richie Porte incappa in qualche guaio meccanico e nonostante il Team Sky provi a riportarlo sul gruppo perde quasi un minuto dal gruppo maglia rosa. Adesso Porte è quarto a 1’09” da Contador. Lo spagnolo resta in rosa con 3″ di vantaggio su Fabio Aru e 46″ su Mikel Landa, entrambi di Astana, salito al terzo posto.

Tappa quasi completamente piatta da Civitanova Marche a Forlì lunga 200 km  con spazio, sulla carta,  ai velocisti. Appena il direttore della corsa sventola la bandiera a scacchi bianconera del via parte immediatamente una fuga con 5 corridori che spesso in questo avvio di giro si sono messi in mostra con tentativi da lontano. I combattivi sono tutti italiani: Boem della Bardiani Csf, Malaguti della Nippo Fantini Vini, Marangoni del team Cannondale-Garmin, Busato della Southeast e Gatto dell’Androni Sidermec. Il primo a scattare era stato il suo compagno Bandiera, ma poi aveva desistito. Strategia di squadra. Bandiera è in corsa per la maglia rossa e Sky per Viviani non lo avrebbe lasciato andare, e anche perché Oscar Gatto è il più veloce del gruppetto e ha già vinto al Giro la tappa di Tropea nel 2011 davanti ad Alberto Contador.  A metà corsa esatta il vantaggio dei fuggitivi e di 4’35” sul gruppo maglia rosa. Sull’unico Gpm di giornata al km 107 a Monte di Bartolo, una salita di quarta categoria lunga 4,5 con pendenza media al 3,5%, che tocca anche il 9% ma è molto pedalabile. Non c’è sprint e per primo passa Malaguti davanti a Marangoni e Busato. La maglia azzurra di leader della montagna resta saldamente sulle spalle del tedesco Simon Geschke. Il gruppo arriva al Gpm dopo 4’10 tirato da Beppu della Trek di Giacomo Nizzolo.  Il gruppo non sembra dare tante chance ai 5 in fuga e il distacco non supera mai i 5 minuti, anzi cala sensibilmente con il passare del tempo nonostante i ritmi non siano ancora forsennati. Contador sta sempre nelle prime venti posizioni nel gruppo. Lo spagnolo pedala bene e la brutta caduta è ormai alle spalle. Anche per gli altri big come Aru, Porte e Uran è una giornata quasi di allenamento in vista delle montagne e della lunga crono di sabato da Treviso a Valdobiaddene di 59,4 km.

La gara odierna apparentemente è  piatta e monotona con la sorte dei fuggitivi che sembra ormai segnata. Ai 65 km dal traguardo il distacco è di 3’20. Per fortuna ci sono ancora i due traguardi volanti che proveranno a ravvivare la corsa prima del gran finale. Si passa tra il verde e il mare della Romagna e come sempre si trovano tanti tifosi che ricordano Marco Pantani, il grande pirata che ci ha lasciati ormai il 14 febbraio del 2004. Il vantaggio scende sotto i tre minuti  ai meno 50 con  il gruppo maglia rosa è distante 2’54” dalla testa della corsa. Poco dopo viene annunciato il ritiro del velocista della Iam Matteo Pelucchi, vinse la tappa di Cascina alla Tirreno-Adriatico 2014, che aveva avuto problemi fisici dopo la caduta nella volata di Genova alla seconda tappa. A Santarcangelo al primo traguardo volante con abbuoni della giornata si impone, senza sprint, Oscar Gatto davanti a Boem e Busato. Il gruppo maglia rosa transita dopo 2’31”  quando mancano 40 km all’arrivo. La Lotto Soudal di Andrè Greipel inizia a tirare il gruppo ma davanti ci credono e si danno cambi regolari e il vantaggio resta stabile ai meno 25. Il secondo traguardo volante a Cesena al km 179 viene vinto sempre da Gatto davanti a Boem; terzo stavolta è il forlivese Malaguti che ormai sente profumo di casa. Il gruppo arriva dopo due minuti esatti. Il vento soffia a favore e  adesso ci sono concrete speranze che la fuga vada in porto.Colpo di scena: lo sfortunatissimo Oscar Gatto a 12 km dall’arrivo è fermato da una foratura e deve arrendersi e tornare con tanti rimpianti nel gruppo. La Lotto e le squadre dei velocisti dopo una fase di disorientamento tornano a lavorare e recuperano qualcosa, ma il vantaggio del quartetto ai meno 7 è sempre di 1’15”.  Malaguti, Marangoni, Busato e Boem ce la mettono tutta e pur avendo perso un uomo come Gatto mantengono una velocità sempre sostenuta per chi è in fuga dal km zero. Altro colpo di scena per la generale: Richie Porte ha problemi meccanici e perde una trentina di secondi in poco tempo dal gruppo. I compagni del Team Sky lo attendono per riportarlo nel gruppo prima della neutralizzazione dei 3 km, ed è proprio in questo istante che il vantaggio dei fuggitivi scende sotto il minuto. I 4 battistrada però vedono il traguardo e il primo a scattare è Alan Marangoni a 1.300 metri dal traguardo. Il gruppo non può più rientrare.  Marangoni prende una cinquantina di metri di vantaggio  ma si pianta ai 200 metri, Boem è il più in palla e lo salta vincendo a braccia alzate davanti a BusatoMalaguti che vede svanire la grande occasione di essere profeta in patria. Dopo 16” Nizzolo regola il gruppo. Porte arriva assieme ai compagni dopo 1’05” dal vincitore Boem. Adesso Porte scivola a 1’09” da Contador. L’applauso però lo meritano Nicola Boem e i compagni di fuga, Gatto Compreso, che sono riusciti in una impresa da ciclismo epico. Dietro la lavagna le squadre dei velocisti che hanno vinto il premio della supponenza. 

 

 

 

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