Romandia, la quarta tappa è un’impresa di Küng!

Pubblicato il autore: Livio Cellucci Segui

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Ormai è ufficiale: Stefan Küng è il nuovo astro nascente del ciclismo svizzero. Il 21enne della BMC, elvetico nativo di Wil, dopo l’impresa di oggi al Giro di Romandia può essere considerato a tutti gli effetti come l’erede di Cancellara. Il corridore della BMC, al primo anno da professionista, ha saputo infatti sfoderare una grandissima prestazione, con tanto di vittoria solitaria finale. Nella quarta tappa del Romandia Küng è entrato in una fuga della prima ora ed è riuscito poi a portare vittoriosamente a termine il suo tentativo, staccando i compagni di fuga e andando a vincere da solo sul traguardo di Friburgo, dopo ben 169 km di tappa vissuti all’attacco. L’impresa di Küng, per quanto epica e valorosa, non cambia nulla invece nella classifica generale del Giro di Romandia, con l’altro svizzero Albasini sempre in maglia gialla e con Santaromita e Froome pronti a minacciarne la leadership, a soli 20 secondi. Ma per i grandi nomi di questa corsa (il già citato Froome su tutti, ma l’attenzione va naturalmente anche a Quintana e Nibali…) sarà la tappa di domani quella decisiva per le loro sorti, con i 4 durissimi GPM di prima categoria previsti sul percorso che porterà i corridori in vetta a Champex-Lac. Ma di tutto questo parleremo poi più approfonditamente domani, perchè oggi invece è la giornata di gloria di Stefan Küng. Ed è quindi giusto dare la giusta importanza ed il giusto spazio al giovanissimo talento della BMC.

La quarta tappa del Giro di Romandia ha preso il via alle 13:08 da La Neuveville. Al pronti-via sono già in 4 a tentare la fortuna ed a stuzzicare il gruppo con il loro scatto: sono Westra (Astana), Vorobyev (Katusha), Lindeman (LottoNL-Jumbo) e proprio il nostro eroe in questione, Stefan Küng (BMC). Al loro inseguimento si mette subito Bakelants, uno che, quando c’è da attaccare, non si tira mai indietro. Ed infatti la tenacia del belga dell’AG2R viene premiata: dopo 4 chilometri ecco che il quartetto in testa diventa una bella cinquina di attaccanti. Ai fuggitivi si aggiunge subito dopo anche Kochetkov e la cosa già da sola è una notizia di assoluto rilievo: il russo infatti è 7° in classifica generale, a soli 25” dal leader Albasini. L’Orica GreenEDGE dello svizzero però, almeno per il momento, non sembra voler rispondere subito alla fuga. Così, dopo i primi 25 km di questa quarta tappa, i 6 uomini in fuga guadagnano ben 5’20” sul gruppo. Dietro a dettare il ritmo sono l’Orica GreenEDGE e la Sky, ma le due squadre, più che contrattaccare, si limitano ad osservare la situazione. Il quadro generale si mantiene sostanzialmente stabile per diversi chilometri, complice anche la facilità della prima parte del percorso odierno. I 6 uomini davanti (Westra, Vorobyev, Lindeman, Küng, Bakelants e Kochetkov) conducono sempre le danze, con un vantaggio stabilmente sopra i 5′ rispetto al gruppo. Ad un certo punto la squadra di Albasini decide addirittura di abbandonare l’inseguimento, lasciando la sola Sky in testa a tirare, con l’aiuto di Gadret (Movistar). La situazione cambia però ai -85: si rompe l’accordo tra i battistrada e Bakelants prova ad andarsene da solo. L’accelerazione del belga lascia già le prime vittime sul campo: Westra e Vorobyev non ce la fanno e alzano bandiera bianca, lasciando il sogno dell’impresa agli altri 4 attaccanti di giornata: Lindeman, Küng, Bakelants e Kochetkov transitano così sul primo GPM di Les Paccots con 3’40” di vantaggio sul gruppo-maglia gialla. Gruppo che dunque sul tratto in salita ha guadagnato qualcosina sui fuggitivi. Piove intanto sulle strade del Romandia e questo naturalmente crea insidie sia ai corridori davanti, sia a chi insegue. Nonostante questo, il vantaggio dei 4 attaccanti continua inesorabilmente a scendere col diminuire dei chilometri da percorrere. Questo risultato è anche merito della Movistar, che nel frattempo si è portata davanti a supportare la Sky nel tentativo di rimonta. Nel tratto di salita verso Sorens, 2° GPM di giornata, il gap del gruppo è nell’ordine dei 2 minuti. Il fatto però che l’Orica  (la squadra della maglia gialla) non partecipi in nessun modo all’inseguimento infastidisce un pò il resto del gruppo, e questo naturalmente è un elemento che gioca a favore di chi è in fuga davanti. E tra loro, proprio in questo momento, c’è chi sa prendere la palla al balzo: si tratta naturalmente di Küng, che stacca i suoi compagni di fuga e prosegue solitario nella sua azione coraggiosa. L’uomo della BMC è un ottimo passista e riesce da solo a guadagnare sull’intero gruppo, portando a 2’37” il suo vantaggio, quando ormai mancano 17 km all’arrivo. Peccato solo che per il giovane avventuriero ci sia anche da superare la prova-montagna, con la salita di Treyvaux (3,8 km al 3,7% di pendenza media, ma con punte anche dell’8%). Mentre davanti Küng inizia la sua ascesa, dietro è la Tinkoff-Saxo a tentare di organizzare l’inseguimento al ciclista svizzero. Ai -12 l’uomo della BMC vanta ancora ben 2 minuti sul gruppo, mentre ad impensierirlo è piuttosto il tentativo degli ex compagni di fuga di rientrare su di lui: il vantaggio su di loro in questo momento è infatti di soli 15 secondi. A dannarsi l’anima per cercare di colmare il distacco sono soprattutto Bakelants e Lindeman, ma Küng stringe i denti e resiste. Dal gruppo provano intanto ad uscire Tony Martin ed Alaphilippe, che ai -5 si portano ad un solo minuto dallo svizzero. Ma ormai il giovane atleta della BMC ha la storica vittoria letteralmente in pugno. Ed infatti è così, Stefan Küng vince sul traguardo di Friburgo, con 38” su Bakelants, 39” su Lindeman e 45” su Martin. Il gruppo arriva invece a 52”, regolato da Meersman. Dalla tappa odierna è sbocciato un grande e promettente atleta: signore e signori, ecco a voi Stefan Küng!

Il Giro di Romandia domani vivrà la sua giornata principale, con la sua 5a e penultima tappa da Friburgo a Champex-Lac: 162,7 km di strada con ben 4 GPM ”hors categorie”: il Col des Mosses, la salita a Les Giettes, l’ascesa sulla Petite Forclaz e l’ultima salita impegnativa di questa corsa, che è anche l’unico arrivo in salita di questo 69° Romandia: si sale sui 1493 metri di Champex-Lac. Chi arriverà quassù per primo domani, avrà praticamente in tasca la vittoria finale…

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